Il direttore degli Uffizi vorrebbe imporre una tassa aggiuntiva sulle salse ketchup e maionese che i turisti mangiano davanti all’ingresso facendole cadere sulle Pietre antiche che poi si devono pulire in continuazione con aggravio di spese per il Museo stesso. Naturalmente i commercianti sono contrari e del resto gli Uffizi servono e vanno tenuti aperti per richiamare i turisti affinché comprino patatine e hamburger con il ketchup.

Sostanzialmente sarei d’accordo con il direttore, il problema non è punire il turismo popolare che non si può permettere di andare nei ristoranti non proprio economici vicini agli Uffizi. Sono stato anche io se non povero comunque con colazione al sacco ma allora che giravano meno soldi e meno ristoranti i panini ungevano di meno, i panini al salame , al prosciutto e/o al formaggio erano senza salse , anche le patatine fritte erano senza salse, queste cose le lasciavamo agli americani in America e anche gli americani quando venivano agli Uffizi in Italia le lasciavano in America.


Non solo ma anche nel turista al sacco o fai da te non c’era la voglia di spaparanzarsi davanti agli Uffizi per mangiare un bambino , non dico che si vergognava di essere povero ma c’era più pudore nel mangiare , veniva considerata una cosa intima , da non far vedere a tutti e si cercavano ambiti più appartati.

Quindi si tassino fortemente le salse, se poi Mc Donald’s volesse invece fare una forte donazione agli Uffizi allora si potrebbe soprassedere , un bel McUffizi con relative royalties per il Museo non sarebbe male, possibilmente senza ketchup e maionese.

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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