“Siamo o non siamo”. Il Teatro Faraggiana apre una stagione che interroga il nostro tempo

Presentata la nuova stagione in abbonamento del Teatro Faraggiana di Novara. Da domani sarà possibile sottoscrivere gli abbonamenti, mentre come da tradizione il cartellone verrà completato a settembre con gli spettacoli fuori abbonamento, gli eventi speciali e le iniziative collaterali, dal Teatro Bus ai progetti dedicati al territorio.

La stagione segna anche il consolidamento del nuovo corso del teatro, dopo il primo anno del partenariato pubblico-privato avviato con il Comune di Novara, destinato a proseguire per i prossimi venticinque anni.

Abbonamenti invariati e il teatro continua a crescere

Ad aprire la presentazione è stato il direttore del teatro, Vanni Vallino, che ha sottolineato come la politica dei prezzi rimanga invariata rispetto allo scorso anno: «Proponiamo tredici spettacoli, con un costo medio di circa 15 euro ciascuno, mantenendo quindi un’offerta accessibile senza rinunciare alla qualità».

Vallino ha tracciato anche un primo bilancio del partenariato con il Comune: «Si è concluso il primo anno di questa nuova gestione e possiamo dire che il percorso sta dando risultati importanti. Dallo scorso settembre abbiamo assunto due giovani con contratto part-time e dal prossimo settembre ne entrerà un terzo. È un investimento concreto sul futuro del teatro».

Piantanida: «Oggi il Faraggiana è uno dei poli culturali più importanti della città»

L’assessore alla Cultura Luca Piantanida ha parlato di una crescita costante della struttura negli ultimi anni: «Il Teatro Faraggiana è stato gestito in maniera eccezionale. I riscontri del pubblico sono altissimi e oggi rappresenta uno dei punti di riferimento culturali più importanti di Novara».

L’assessore ha ricordato anche il ruolo dell’amministrazione comunale, che continua a sostenere il teatro attraverso gli interventi strutturali necessari sull’edificio, mentre la gestione artistica e organizzativa prosegue nell’ambito del partenariato.

“Siamo o non siamo”: una stagione che guarda al presente

A illustrare il cartellone è stata la direttrice artistica Lucilla Giagnoni, che inaugura la decima stagione del Faraggiana scegliendo un titolo fortemente evocativo: “Siamo o non siamo”. Un riferimento dichiarato all’interrogativo shakespeariano, ma trasportato nel presente.

«Viviamo anni in cui siamo sottoposti a domande radicali. Siamo o non siamo democratici? Siamo intelligenti? Siamo una comunità? Che cosa stiamo diventando?». Per Giagnoni il teatro resta il luogo privilegiato dove osservare questi cambiamenti: «Il teatro fa luce su ciò che lavora dentro di noi senza che ne siamo pienamente consapevoli».

La direttrice ha spiegato di aver costruito una stagione capace di coniugare qualità artistica e apertura al grande pubblico, alternando giovani compagnie a nomi affermati della scena italiana. Grande attenzione è stata riservata anche alle produzioni piemontesi, con l’obiettivo di rafforzare una rete culturale regionale.

Sul fronte economico, Giagnoni ha ricordato come il teatro non disponga di altri sostegni pubblici oltre al partenariato con il Comune e ai contributi delle fondazioni bancarie. Proprio quest’anno il Faraggiana è stato premiato dalla Fondazione Crt attraverso il nuovo bando “Orizzonti Light”.

Dal teatro civile ai classici: il cartellone

La stagione prenderà il via il 29 ottobre con uno spettacolo inaugurale che sarà una vera e propria festa del teatro.

Nel corso dell’anno saliranno sul palco, tra gli altri, Paolo Rossi, uno spettacolo tratto da un testo di Dario Fo e Franca Rame dedicato ai temi della politica con Lodo Guenzi, che verrà allestito proprio a Novara, il Teatro dei Gordi, celebre per il lavoro sulle maschere, e Laura Curino, protagonista insieme a una compagnia torinese.

Non mancheranno gli appuntamenti dedicati alla memoria, con il secondo capitolo della trilogia su Walter Benjamin in occasione della Giornata della Memoria, né i classici riletti in chiave contemporanea: da Giulio Cesare, affrontato attraverso una riflessione sul potere e la politica, a Gli innamorati di Goldoni, fino a un nuovo Amleto.

Spazio anche al teatro civile con Antonio Cornacchione, che porterà in scena uno spettacolo dedicato alla democrazia, e a un intenso monologo costruito sulle canzoni di Mina, nato dall’esperienza di un laboratorio teatrale realizzato nel carcere femminile di Messina.

A chiudere “La Chimera”, simbolo del percorso artistico di Giagnoni

La conclusione della stagione sarà affidata a La Chimera, uno degli spettacoli più rappresentativi della carriera di Lucilla Giagnoni, tratto dal romanzo di Sebastiano Vassalli. L’attrice ha ricordato come l’ultima rappresentazione risalga al 2015 e come siano state proprio le scuole a chiederne il ritorno.

«È indispensabile riproporre oggi un’opera come La Chimera. Racconta la questione femminile, l’immigrazione che porta nuove mentalità, i fenomeni politici emergenti. È un capolavoro che continua a parlare al presente». Per la direttrice artistica la scelta di chiudere il cartellone con questo spettacolo rappresenta un invito alla vigilanza e alla responsabilità collettiva: «La stagione vuole essere un faro acceso su questi temi: una cura per una comunità critica e consapevole».

QUI E’ CONSULTABILE TUTTO IL CARTELLONE IN ABBONAMENTO

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore