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L'Europa del futuro, la grande assente di queste elezioni 
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L’Europa del futuro, la grande assente di queste elezioni 

Una vera full immersion di cultura europeista ieri al Circolo dei lettori con l'incontro promosso da La Voce. Il prossimo il 24 maggio

Una vera full immersion di cultura europeista. L’incontro di ieri pomeriggio, 17 maggio, promosso da La Voce al Circolo dei lettori con i docenti dell’Università degli studi di Milano, Nicola Pasini e Luciano Fasano, e introdotto da Gianni Cerutti, storico e editorialista del nostro quotidiano, è stato un momento di riflessione in vista delle europee dell’8 e 9 giugno.

Un confronto fra le forze politiche italiane, come ha sottolineato Pasini, che verte soprattutto su tematiche interne nazionali e poco e niente sul futuro delle istituzioni democratiche europee. Per Pasini l’architettura istituzionale europea, che ha nel Parlamento, nella Commissione e nel Consiglio Europeo i suoi pilastri, tende sempre a favorire il massimo consenso, un processo consociativo, che spesso può risultare lento e farraginoso, che deve tenere insieme 27 paesi con storie e culture diverse, in cui si tiene conto dei diversi interessi nazionali oltre che delle diverse correnti ideologiche e politiche.

Da una parte il processo di ridimensionamento demografico, economico e politico dei Paesi europei sulla scena mondiale e l’emergenza di crisi epocali come la pandemia prima , lo scoppio della guerra  in Europa dopo un lunghissimo periodo di pace, la crisi energetica hanno però costretto l’Europa a rispondere in modo integrato come mai prima d’ora. 

Il tema oggi è proprio quello di adeguare la struttura istituzionale dell’ Unione Europea a queste emergenze rendendola più efficiente e all’altezza di queste sfide. Lo stesso Draghi nel suo rapporto sulla competitività europea atteso nei prossimi mesi ha già anticipato l’urgenza che l’Unione Europea cambi perché rimanere ferma può significare solo arretrare e accrescere il distacco dei cittadini verso le sue istituzioni.

Luciano Fasano ha invece preso in esame il panorama delle grandi famiglie politiche europee partendo dalle origini in quattro grandi politici, padri dell’ Europa unita: De Gasperi, Adenauer, Schuman, Monnet, uomini che avevano in comune una origine in terre di confine , allergici per esperienza di vita e firmaci culturale alle esasperazioni nazionalistiche.

Le tre grandi famiglie politiche europee, popolari, socialisti e liberal-democratici, hanno espresso nella storia dell’Unione Europea con momenti di conflitto ma anche di collaborazione tutte le massime cariche europee dalla Presidenza del Parlamento a quella della Commissione, esprimendo anche la maggioranza dei parlamentari europei e dei suoi elettori. 

Tre famiglie politiche a cui, nelle ultime legislature la crescita delle forze di orientamento nazionalista e sovranista, euroscettiche , hanno però sottratto consensi e rappresentanza, mettendo in crisi l’assetto politico che ha visto allargarsi e crescere l’Unione Europea.

Fasano ha citato però sondaggi recenti a livello europeo che in linea di massima prevedono che le forze di ispirazione europeista riescano ancora a contenere l’espansione delle forze sovraniste. Gli stessi sondaggi vedono ancora una maggioranza di cittadini europei non disamorati dell’idea di un’ Europa più unita anche se preoccupati per problemi quotidiani impellenti come l’aumento del costo della vita. 

Sulla dimensione economica dell’Unione Europea interverrà, invece, nel prossimo incontro in programma venerdì 24 maggio il Stefano Quirico, associato dell’Università del Piemonte Orientale, sempre alle 18 nella Sala Sibilla Aleramo al castello di Novara.

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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