Sport Management e il debito da 60 mila euro. Chiarelli: «Lo sapevamo, ma è una questione tra privati»

La “bomba” l’hanno fatta esplodere uan settimana fa cinque dipendenti della cooperativa Cls che svolge le pulizie allo Sporting per conto di Sport Management, la società che si occupa della gestione dei servizi nell’impianto sportivo comunale. Aveva protestato perchè lo stipendio di ottobre non era stato accreditato e per quello di novembre c’erano poche certezze. Nel giro di pochi giorni, anche in seguito all’interessamento degli uffici comunali e dell’assessore allo Sport Marina Chiarelli, la situazione è stata sistemata: i dipendenti hanno ricevuto il compenso di ottobre dalla Cls, mentre quello di novembre verrà pagato dalla nuova società che li ha assorbiti, la Meta.

Un episodio che, però, non è stato fine a se stesso, anzi si è rilevato un vero e proprio casus belli per tornare a parlare della richiesta di concordato preventivo depositata lo scorso 2 ottobre da Sport Management in seguito a «una situazione di difficoltà finanziaria» e per far uscire allo scoperto il credito da 60 mila euro che Comunità giovanile lavoro (società che si è occupata delle pulizie allo Sporting fino a metà settembre) vanta proprio nei confronti di Sport Management.

La scorsa settimana, il legale rappresentante di Comunità giovanile lavoro, Michele La Grotteria, aveva dichiarato a La Voce che «le fatture non sono mai state respinte a riprova che noi eravamo dalla parte della ragione. Dal mese di aprile 2020 abbiamo iniziato a inviare comunicazioni ufficiali a Sport Management in conoscenza al comune di Novara».

 

 

Dunque, il Comune era a conoscenza della difficoltà tra le due realtà lavorative e del debito cospicuo? «Comunità Giovanile Lavoro in due occasioni ha scritto a Sport Management sollecitando il pagamento delle fatture e mettendo in copia conoscenza anche il Comune – spiega l’assessore Chiarelli -. Così come siamo stati messi in copia conoscenza nel momento in cui la Comunità dava piena disponibilità nella continuazione del servizio allo Sporting. Abbiamo anche proposto che fosse il Comune a pagare direttamente la cooperativa, ma, per la natura del contratto, l’avvocatura ha dato parere negativo. Inoltre da aprile ad agosto (quando è scaduto il contratto tra Comune e Sport Managemet) non li abbiamo più sentiti, dunque tutto faceva pensare che le due società avessero trovato un punto di incontro. Sugli accordi commerciali che intercorrono tra privati, infatti, il Comune non ha voce in capitolo. Di fatto il servizio pulizie è stato regolarmente effettuato fino al 18 settembre, data in cui due le società hanno risolto i loro rapporti di natura commerciale. In quel momento abbiamo contestato a Sport Management il disservizio sulle pulizie e, quattro giorni dopo, ci è stato comunicato il nominativo del nuovo fornitore, cioè la Cls che ha anche assorbito i dipendenti di Comunità Giovanile Lavoro. Non capisco come si possa imputare a me o agli uffici la responsabilità di questa situazione».

Viene, però, da chiedersi, se il Comune era a conoscenza del fatto che Sport Management non pagava le fatture, perchè il Comune ha rinnovato il contratto? «Non abbiamo rinnovato il contratto, ma pubbliato un bando a cui ha partecipato solo Sport Management che aveva tutti i requisiti per partecipare – spiega Chiarelli -. All’esito della gara, infatti, sono state effettuate le verifiche sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione presentate da parte degli uffici amministrativi. Eventuali contestazioni, che possono essere imputabili a qualunque società, su fatture di fornitori non sono motivo di esclusione».

Da ricordare, inoltre, che, in seguito all’accordo, il Comune versa alla società, per 21 mesi di servizio, circa 935.000 euro. E, mentre nelle 41 città in cui si è aggiudicata le gare per la gestione degli impianti sportivi, è Sport Management stessa a pagare un canone ai vari Comuni (come ad esempio succede a Cameri per lo SportCube) a Novara è il Comune che incassa gli introiti degli accessi e versa alla società per il servizio di gestione. «In questi mesi in cui l’impianto è stato chiuso al pubblico – prosegue Chiarelli – così come era già successo per marzo e aprile, il Comune non ha versato tutta la cifra proprio perchè molti servizi non vengono erogati».

Restano, comunque, 60 mila euro da pagare che Sport Management non pare intenzionata a saldare a breve. Queste le affermazioni rilasciate la scorsa settimana a La Voce: «Le dichiarazioni di Comunità Giovanile Lavoro sono false e pretestuose perché non è corretto parlare di buco in quanto in data 2 ottobre 2020 Sport Management ha depositato il ricorso per l’ammissione alla procedura di concordato preventivo con riserva ex art. 161, comma 6 legge fallimentare, avanti il competente tribunale di Verona. Il credito vantato da Comunità Giovanile Lavoro, di competenza anteriore alla presentazione della domanda di concordato, sarà oggetto della proposta di concordato preventivo nel termine assegnato dal tribunale di Verona e scadente nel mese di febbraio 2021».

E se è, comunque, vero che l’ento pubblico non ha poteri sulle questioni tra privati, il Comune cercherà di interessarsi in ogni caso della questione? «Sia io che il sindaco – conclude l’assessore – ci siamo personalmente interessati alla vicenda dei lavoratori alle dipendenze di Cls che avevano ottenuto l’accredito. Su questa questione, ci risulta che Comunità Giovanile Lavoro non abbia nemmeno intentato un contenzioso per recuperare il credito. L’interesse del Comune è il buon funzionamento dell’impianto con conseguente continuità del servizio, il recupero crediti tra privati non fa parte dei nostri ruoli. È stata anche coinvolta l’avvocatura per valutare eventuali soluzioni che possano essere messe in campo. Nei confronti di Sport Management, come ho già chiarito in commissione, proseguirà l’azione di monitoraggio e di eventuale contestazione nel caso in cui non venissero erogati i servizi previsti nell’accordo».


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