È stato sottoscritto questo pomeriggio in Prefettura, a margine della riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, il Protocollo d’intesa per la prevenzione e il contrasto degli atti di violenza contro gli esercenti le professioni sanitarie.
Un documento che punta a rafforzare la tutela di medici, infermieri e operatori impegnati quotidianamente nei contesti di emergenza-urgenza, sempre più esposti a episodi di aggressione.
A firmare l’intesa sono stati il prefetto di Novara, Francesco Garsia, il direttore generale dell’azienda sspedaliero-universitaria Maggiore della Carità Stefano Scarpetta e il direttore generale dell’Asl Angelo Penna.
L’iniziativa si inserisce nel solco della legge 113 del 2020 e delle direttive del ministero dell’Interno, che prevedono strumenti specifici per la tutela del personale sanitario. L’obiettivo è quello di costruire un sistema di sicurezza integrato, capace di prevenire i rischi e garantire interventi rapidi in caso di criticità.
Videosorveglianza, teleallarmi e pattugliamenti mirati
Il protocollo prevede una strategia articolata su più livelli. Saranno installati sistemi di video-allarme anti-aggressione per facilitare l’intervento tempestivo delle Forze dell’Ordine in caso di episodi di violenza.
Accanto alla tecnologia, è prevista una vigilanza dinamica con passaggi frequenti delle pattuglie all’esterno delle strutture sanitarie e soste mirate nelle aree considerate più sensibili, come i pronto soccorso.
Le aziende sanitarie si sono inoltre impegnate a censire sistematicamente ogni episodio di violenza, a condividere periodicamente i dati con la Prefettura e ad avviare percorsi formativi rivolti al personale per la gestione delle situazioni conflittuali.
«Difendere e proteggere gli operatori della sanità significa anche tutelare il diritto fondamentale alla salute, cura di tutti i cittadini, e rafforzare il senso civico e di umanità che deve guidare la nostra società – ha dichiarato Penna –. La sottoscrizione del Protocollo rappresenta un valido strumento per sostenere i nostri medici e infermieri che operano in contesti e situazioni sempre più difficili e rischiose».
Sulla stessa linea Scarpetta: «La condivisione del protocollo, grazie alla stretta collaborazione con la Prefettura e con le Forze dell’Ordine coinvolte, costituisce un ulteriore elemento di attenzione e tutela nei confronti degli operatori sanitari, che potranno contare su uno strumento aggiuntivo a garanzia della loro sicurezza».
Il prefetto ha definito l’intesa «un’ulteriore sinergia interistituzionale in un percorso di sicurezza integrata e partecipata». L’obiettivo condiviso, ha spiegato, è quello di «ottimizzare prevenzione e risposte operative, assicurando le migliori condizioni di sicurezza per medici e infermieri, anche attraverso l’utilizzo delle tecnologie».







