«Quei soldi non li ho prelevati io»

Preleva con il bancomat allo sportello della sua banca, come spesso accade, al termine dell’operazione, chiede l’estratto conto e si accorge che il giorno precedente da quello stesso conto, era stato fatto un prelievo di qualche centinaio di euro.

 

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Superato il primo momento di sconcerto, l’uomo, all’epoca dei fatti ultra ottantenne, non ci pensa un attimo e, come avrebbe fatto chiunque, pensando a un disguido o ad un errore, entra in banca e chiede delucidazioni.

Nessun errore: quei soldi sono stati effettivamente prelevati.

A quel punto, memore dei tanti casi di clonazioni che balzano alla ribalta delle cronache, temendo di essere rimasto vittima di quel tipo di raggiro, senza perdere tempo va dai carabinieri e sporge denuncia contro ignoti.

E i carabinieri avviano le indagini ma, prima di concentrarsi su possibili marchingegni applicati allo sportello, come prassi vuole, partono con l’indagine classica basata sulla visione dei filmati delle telecamere che immortalano, in quel lasso di tempo indicato sull’estratto conto come quello in cui era stata effettuata l’operazione, alcune persone e, tra quelle, identificano un uomo, la cui moglie aveva la possibilità di frequentare la casa del pensionato.

Ed è stato così che i due, marito e moglie sono stati denunciati per furto e indebito utilizzo del bancomat e con quelle ipotesi di reato sono ora chiamati a processo.

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