Nuovo stop alla Città della Salute e della Scienza di Novara

Il ricalcolo delle materie prime passa da 74 a 96 milioni di euro in più. I documenti devono essere esaminati dal Nucleo di valutazione che però è decaduto. Il consigliere regionale del Pd Rossi presenta un'interrogazione, quello della Lega Perugini: «Quest'opera non può più attendere»

Era il 25 gennaio di quest’anno quando il presidente della Regione Alberto Cirio, l’assessore alla Sanità Luigi Icardi, il sindaco Alessandro Canelli, il direttore dell’assessorato regionale Mario Minola, il direttore generale dell’ospedale Maggiore Gianfranco Zulian e il consigliere regionale Riccardo Lanzo incontrarono a Roma il ministro della Salute Roberto Speranza e il direttore generale della Programmazione sanitaria del Ministero Andrea Urbani per fare il punto sul nuovo ospedale. In quell’occasione venne deciso che a metà febbraio sarebbe stato proposto il nuovo Accordo di programma con la ridefinizione del budget a seguito della gara andata deserta a settembre; entro inizio marzo il ministro avrebbe preso l’impegno di sottoporlo al Nucleo di valutazione per fare in modo di partire in primavera, ovvero in questi giorni, con la gara d’appalto.

Niente di tutto ciò è avvenuto. O meglio: se a settembre la gara era andata deserta a causa dell’aumento dei costi di produzione – erano stati calcolati 74 milioni di euro in più rispetto ai 320 preventivati – a oggi il ricalcolo inviato dalla Regione al Ministero parla di un aumento di 96 milioni. La documentazione deve ricevere il parere del Nucleo di valutazione che, però, allo stato attuale non esiste perchè è decaduto a ottobre 2021 e i nuovi membri non sono ancora stati nominati.

Già a dicembre, prima dell’ultimo incontro romano, il direttore generale dell’azienda ospedaliera di Novara, Gianfranco Zulian, aveva lanciato un accorato appello: «Il nuovo ospedale va costruito per forza, quello attuale non è più adeguato a stare al passo con i tempi. Eventuali, future pandemie possono essere drammatiche. D’ora in avanti è necessario essere coesi per raggiungere lo stesso risultato: l’iter è complicatissimo e ogni eventuale interferenza può comportare anni di ritardo. Dobbiamo essere uniti per perseguire la stessa causa».

Alla luce degli ultimi sviluppi, il consigliere regionale del Pd e vice presidente della commissione Sanità, Domenico Rossi, ha presentato un’interrogazione all’assessore Icardi con la quale chiede «quale sia la tempistica reale per la sottoscrizione del nuovo accordo di programma, il reperimento dei fondi aggiuntivi e l’indizione del nuovo bando di gara e se tale cronoprogramma è stato condiviso con il Ministero; a quanto ammontano le maggiori spese previste e quale sarebbe la cifra complessiva che sarà inserita nella nuova gara; come si prevede di recuperare i fondi aggiuntivi richiesti» riflettendo sul fatto che «i ritardi e il rinvio della realizzazione dell’opera costituiscono un problema di natura economica in quanto protraggono una situazione che prevede un utilizzo enorme di risorse per il riscaldamento e per la messa in sicurezza degli spazi; inoltre la mancata realizzazione dell’opera, all’interno di un contesto più ampio che vede il ritardo sul Parco della Salute e della Scienza di Torino, il blocco dell’ospedale unico del Vco, il blocco dell’ospedale dell’asl TO5, si configura come una situazione drammatica per il Piemonte che diventa sempre meno attrattivo per i professionisti e continua a pagare diversi milioni di euro alle regioni limitrofe per la mobilità passiva».

Sull’argomento si è espresso anche il consigliere regionale della Lega, Federico Perugini: «In situazioni come queste non c’è nè maggioranza nè opposizione, solo la necessità di portare a termine un’opera indispensabile per il territorio novarese e tutto il Piemonte orientale. Durante la pandemia abbiamo visto quanto i continui taglia alla sanità possano essere drammatici: non si può più attendere per il nuovo ospedale. Da parte nostra ci sarà sempre la disponibilità a sostenere iniziative necessarie a superare questi stalli. Mi auguro che i membri del Nucleo di valutazione vengano designati al più presto: dobbiamo uscire dal torpore che caratterizza la macchina ministeriale».

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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