Covid, don Cestari prima vittima nel clero novarese

È morto questo mercoledì mattina all’ospedale Maggiore don Dalmino Cestari, 78 anni. È la prima vittima del Covid19 tra il clero novarese. Don Dalmino, diacono permanente e oblato diocesano, prestava il suo ministero presso la parrocchia di San Giuseppe di Novara come responsabile del centro comunitario parrocchiale, ma era conosciuto anche a livello cittadino per la frequente partecipazione a celebrazioni in cattedrale.

Proprio in San Giuseppe era stato ordinato diacono dal vescovo Aldo Del Monte l’11 dicembre 1977.

Don Cestari era stato ricoverato alcuni giorni fa al Maggiore, risultato positivo al Coronavirus. Nonostante preesistenti complesse problematiche di salute, il decorso dell’infezione aveva dato speranze, ma un ultimo grave peggioramento ne aveva richiesto il trasferimento in rianimazione dove è giunta la morte per arresto cardiaco.

Nato a Correzzola (PD) il 26 settembre 1941 don Dalmino era arrivato a Oleggio negli anni ’50. Dopo una prima esperienza vocazionale in seminario aveva scelto il lavoro presso la Cariplo. Nel 1974 era entrato nella Congregazione degli Oblati diocesani come fratello laico, per poi essere ordinato diacono permanente, il primo della diocesi novarese. Don Cestari ha svolto il suo ministero anche al Sacro Monte di Varallo e ed è stato economo della Congregazione degli Oblati.

«Don Dalmino – lo ricorda don Gianluigi Cerutti, Vicario del Clero, in una nota sul sito della diocesi – si è fatto volere molto bene in tutte le comunità e realtà ecclesiali in cui ha offerto il suo ministero, molto stimato dai confratelli diaconi: gli siamo grati per la sua semplicità, umiltà, discrezione e disponibilità».

Padre Giancarlo Julita, Prevosto della Congregazione, ricorda come, nonostante l’età che gli avrebbe consentito di non farlo «abbia continuato a prestare il suo servizio discreto, silenzioso e puntuale alla Cattedrale e, soprattutto, ai Canonici, sino a dieci giorni prima del ricovero in ospedale» e ne sottolinea la fedeltà «fino all’ultimo» al ministero diaconale «e alla liturgia delle ore, non potendo più proclamare il Vangelo nelle messe, per i problemi che ne minavano la voce».

Non potendosi celebrare funerali, domattina, giovedì, don Dalmino riceverà in forma privata l’ultima benedizione e sarà inumato nella tomba dei sacerdoti filippini nel cimitero di Novara.

 

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