Cirio: «Senza “modello Genova” i soldi dell’Europa non li avremo mai»

Un tour in tutte le province, partito ieri, giovedì 25 febbraio, da Novara con l’obiettivo di condividere con i rappresentanti del mondo economico e degli enti locali i documenti di lavoro elaborati in questi mesi dalla giunta regionale. Due le linee su cui concentrare le risorse in arrivo nei prossimi anni: il Recovery Plan, il fondo per gli investimenti messo a disposizione dall’Unione Europea su cui il Piemonte ha presentato un piano del valore di 13 miliardi di euro suddiviso in 115 progetti, e la programmazione Ue 2021-2027, i cui fondi saranno gestiti direrettamente dalla Regione, per un valore di quasi 4 miliardi di euro, circa un miliardo in più rispetto al passato.

Questo è l’obiettivo del roadshow iniziato ieri dalla Camera di Commercio di Novara: «Siamo partiti da qui perchè Novara se lo merita, è un esempio di buon governo cittadino – ha affermato il presidente della Regione Alberto Cirio -. È la capitale di un pezzo di Piemonte che non può più venire dopo, ma insieme alle altri parti: molto spesso si pensava che la regione finisse a Moncalieri, noi dobbiamo dimostrare l’esatto contrario. Il Torino-centrismo era un errore, noi non lo sostituiamo con il provincia-centrismo, ma pensiamo si possa andare avanti insieme. Novara è la capitale di un territorio molto vasto che è un grande motore per l’economia della regione. Dal Recovery Plan contiamo di avere a disposizione almeno 8/10 miliardi di euro oltre ai 4 dei fondi Ue, un’occasione che non possiamo sprecare. Entro marzo avremo visitato tutte le parti del Piemonte e saremo in grado di consegnare il nostro piano del Recovery al governo che, a sua volta, entro fine aprile dovrà presentarlo a Bruxelles. Per la programmazione europea, invece, l’obiettivo è dicembre 2021 perchè entro fine anno dobbiamo approvare il piano operativo».

C’è un nodo, però, che va superato: «Draghi dice quello che noi diciamo da un anno – ha proseguito Cirio – e per il quale siamo sempre stati criticati: bisogna usare il “modello Genova” nella gestione delle grandi infrastrutture oppure i soldi dell’Europa non li avremo mai. Noi, però, vogliamo inserire opere concrete nella programmazione europea: c’è margine, ma se riusciamo almeno a ottenere la Novara Vercelli, visto che se ne parla da trent’anni, lo considereremo già un buon risultato (leggi qui le dichiarazioni sulla nuova superstrada). Dobbiamo partire con obiettivi di medio periodo come la Pedemontana, il Colle di Tenda, la Tav e il terzo valico. Il fatto che la logistica faccia viaggiare le merci da Lisbona a Kiev attraverso la Tav e da Genova a Rotterdam attraverso il terzo valico fa in modo che il Piemonte diventi il cuore d’Europa, se sapremo giocarci bene questa carta».

Il presidente ha poi citato Novamont come esempio virtuoso tra le tipologie di progetti che possono avere un ritorno sul territorio: «Progetti facili che non vuol dire semplici; abbiamo bisogno di progetti che abbiano immediate ricadute sul territorio e le aziende le richiedono. Sono stato in visita alla Novamont questa mattina: loro sono oltre il 2030, sono avanti anni luce e ci chiedono innovazione, ricerca, università».

Oltre al Recovery Plan, la priorità sui vaccini: «Il Piemonte non è una regione che vive di assistenza – ha affermato il governatore – noi vogliamo lavorare, ma per farlo dobbiamo lasciarci alle spalle il Covid: Recovery e vaccini sono le uniche vie per poterlo fare. Deve cambiare la velocità di vaccinazione in tutta Italia, siamo primi in Piemonte ma siamo lenti a livello europeo e sono loro i nostri competitor. Se  noi riusciremo a portare al governo un documento di tutto il territorio senza colore politico, allora saremo vincenti rispetto ad altri».

Tra i progetti inseriti nel Recovery c’è il Polo del well living, citato nell’intervento del presidente di Confindustria Novara Vercelli, Gianni Filippa, e proposto da Comoli Ferrari: «Vogliamo andare sui territori perchè il documento deve essere più dettagliato e condiviso possibile – ha detto ancora Cirio».

Fabio Ravanelli, presidente della Camera di Commercio di Quadrante

«Le infrastrutture viarie sono condizioni necessarie per la ripresa: Pedemontana, miglioramento asse del Sempione con il polo Domo2, la statale 34 del Lago Maggiore. A questo se ne aggiungono altre fuori dal Quadrante che sono la Tav e il terzo valico. Grazie a questo le potenzialità future del Quadrante, all’incrocio di queste vie europee, è incredibile. Altri investimenti sono la digitalizzazione delle imprese per poter rimanere sui mercati internazionali, e turismo perché il Piemonte ha ancora potenzialità da sviluppare. Ci auguriamo di poter acquistare vaccini da somministrare gratuitamente ai nostri dipendenti; le aziende che potranno permetterselo, compreranno le dosi anche per quelle che non possono farlo».

Michela Leoni, vice presidente della Provincia di Novara

«Le autorità locali devono poter gestire la programmazione della gestione dei fondi perchè sono responsabili per metà della disponibilità. Novara ha già adottato il progetto di Interreg “Bici a pelo d’acqua” con politiche di paternariato con i Paesi stranieri, ma abbiamo anche progetti in cantiere ora sospesi a causa della pandemia».

Alessandro Canelli, sindaco di Novara

«Questa pandemia ci dà maggiore responsabilità sulla volontà di programmare meglio il futuro: non sono qui come sindaco della città, ma come rappresentante di un territorio più vasto e il Piemonte orientale deve imparare a lavorare insieme. È fondamentale lo sviluppo di assi strategici: 11 miliardi sul comparto dei Comuni è massa di risorse incredibile mai avuta prima, quindi serve una visione chiara. Tre sono gli assi portanti: puntare sul capitale umano, innalzamento della ricerca scientifica sul territorio, semplificazione burocratica per agevolare percorsi di investimento sul territorio, defiscalizzazione per attrarre investimenti».

Donato Telesca, presidente Cna Piemonte Nord  

«Il processo di digitalizzazione e della transizione ecologica, declinato sulle piccole imprese e sugli artigiani, non può prescindere dall’accesso al credito, tuttora regolato attraverso i Confidi che rimangono fondamentali nei rapporti tra le piccole imprese e gli istituti di credito, per consentire l’accesso al credito a condizioni favorevoli e facilitare gli investimenti. La Regione non può non tenere conto di questo aspetto e della funzione strategica che i Confidi ricoprono. Auspichiamo misure in tal senso, per rafforzare il ruolo dei Confidi, a sostegno dello sviluppo sostenibile delle piccole imprese, che rappresentano l’ossatura del tessuto socioeconomico piemontese, e per aiutarle a cogliere le opportunità che si presenteranno».


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