Alloggi di via San Bernardino inaugurati entro due mesi. Buco di affitti non pagati da 20 milioni

Una delle due palazzine in via San Bernardino da Siena sarà inaugurata entro due mesi e gli alloggi di edilizia popolare potranno essere assegnati. Inoltre tra maggio e giugno saranno consegnati altri appartamenti e ulteriori quaranta entro la fine dell’anno. Atc, però, dichiara di avere un buco di 20 milioni di euro di affitti non pagati solo sulla città di Novara, 55 sul territorio di sua competenza.

Sono i temi principali emersi a seguito della visita in città di ieri, 11 marzo, dell’assessore regionale alle Politiche della famiglia e della casa, Chiara Caucino, insieme al presidente di Atc Piemonte Nord Marco Marchioni, al sindaco Alessandro Canelli, al vice e assessore Franco Caressa e ai consiglieri regionali Riccardo Lanzo e Letizia Nicotra. Caucino ha visitato gli immobili di via della Riotta e di via Adamello: «Qui a Novara la situazione è decisamente migliore rispetto ad altre città, ma questo non è un buon motivo per non fare nulla. Quando si parla di case popolari ci si abitua al degrado e questo non va bene. Il tema della casa è sensibile soprattutto in questo periodo. Bisogna rieducare l’utenza ai margini della società alla convivenza di comunità che va sostenuta: molte sono famiglie con minori ed è indispensabile consegnare luoghi adeguati in cui vivere anche dal punto di vista sanitario. Tra un anno vedremo i primi risultati».

Sul territorio piemontese sono 50 mila gli alloggi di edilizia popolare, 13 mila nel nord del Piemonte, 4441 a Novara. «Abbiamo compiuto un primo giro di ricognizione per immaginare uno scenario post pandemico – ha commentato il sindaco -. A oggi ci sono 29 occupazioni abusive rispetto alle 90 del 2016 che derivavano dalla crisi del 2008. Abbiamo avviato un’attività di monitoraggio per evitare la diffusione di queste situazioni».

«Tra maggio e giugno saranno consegnati i primi alloggi per i quali il Comune è intervenuto con la manutenzione ordinaria, entro la fine dell’anno ne saranno assegnati altri quaranta» ha detto l’assessore Caressa.

«La prima palazzina in via San Bernardino da Siena sarà inaugurata entro due mesi, manca solo la parte esterna – ha commentato il presidente di Atc -. Si tratta di un immobile a impatto zero. L’opportunità del 110% ci consentirà di sistemare altri alloggi con il rifacimento del cappotto, dei serramenti e delle caldaie con un notevole risparmio futuro anche per gli occupanti».

Sempre Marchioni ha poi affrontato il tema della morosità: «Atc ha crediti per affitti non pagati pari a 55 milioni di euro sul territorio di competenza, 20 milioni soo su Novara di cui 6,5 milioni da situazioni non più attive. È stato calcolato che solo il 4,79% dipende da morosità incolpevole. Sono situazioni che risalgono almeno al 2010 e che non sono mai state seguite in modo adeguato. Non è facile dire se sono tutte esigibili, ma stiamo provvedendo ai solleciti e a un piano di rientro grazie alla collaborazione con il Comune».

L’assessore Caucino ha anche ricordato «l’impegno di spesa di dieci milioni di euro per l’emergenza abitativa in Piemonte: due milioni direttamente dalla Regione e otto dalla prima tranche di un tesoretto in arrivo entro la prima metà di maggio». Sulla modifica alla legge regionale 3 del 2010, che disciplina la materia dell’assegnazione e della gestione degli alloggi di edilizia popolare, Caucino ha annunciato le modifiche ai criteri di premialità «verso i soggetti con residenza in Piemonte da almeno 15/20 anni, italiani e stranieri; genitori con figli minori in modo particolare papà separati che hanno perso il lavoro; neo maggiorenni in usicta dalle comunità per minori; persone senza fissa dimora; persone che non posseggono beni mobili di valore».

«Quello delle case popolari è un tema delicato su cui occorre continuare a porre attenzione – ha commentato il consigliere regionale Riccardo Lanzo – e per questo occorrono un monitoraggio costante e degli interventi che non siano spot, ma frutto di un disegno progettuale condiviso. L’obiettivo principale deve essere quello di consentire una buona vivibilità delle strutture e soprattutto ridare dignità a quelle persone che vivono in una condizione di emergenza o di difficoltà».


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