Tamponi rapidi gratuiti per le visite nelle Rsa

Tamponi rapidi gratuiti per le visite nelle rsa. Lo ha annunciato l’assessore regionale alla Sanità Luigi Icardi, facendo il punto sulla situazione nelle 748 strutture per anziani presenti sul territorio piemontese: il 96,5% è Covid free e il 97% degli ospiti risulta essere stato vaccinato. Nel novarese sono Covid free 42 delle 43 rsa che effettuano il monitoraggio.

È dunque già possibile andare a trovare in presenza i propri cari in casa di riposo? Domanda a cui ha risposto direttamente il presidente Alberto Cirio: «Queste linee guida, redatte dal Piemonte in collaborazione con altre due Regioni, sono state approvate mercoledì scorso dalla Conferenza delle regioni e trasmesse al Governo, che dovrà farle proprie. E immaginiamo che ciò avverrà entro fine maggio, in concomitanza con altri provvedimenti sulle riaperture. Ma nel frattempo – ha chiarito Cirio – le strutture non sono chiuse al pubblico: le visite possono essere autorizzate dai direttori sanitari. E da quanto ci risulta ciò avviene già nell’80% delle rsa del Piemonte».

 

Non solo, come sottolineato dall’assessore Icardi «il monitoraggio all’interno delle rsa continua, sottoponendo ospiti e personale a tamponi rapidi ogni 15 giorni, per vigilare sull’evoluzione delle varianti». Nel frattempo, secondo i dati diffusi dalla Regione, sono 32.000 (97%) gli ospiti che hanno già ricevuto la prima dose di vaccino e 27.500 anche la seconda (83%). La mancata copertura al 100% secondo Icardi è dovuta «a nuovi ingressi in attesa di vaccinazione, a soggetti che per motivi di salute non risultano vaccinabili e a persone le cui famiglie non hanno dato il via libera all’inoculazione». Da dicembre a oggi, in questi luoghi duramente colpiti dal Covid, la mortalità è scesa di 2/3, passando da 1,71% a 0,55%.

Un rapporto dettagliato, frutto di un Osservatorio e di un’apposita piattaforma di monitoraggio delle presenze (su cui verranno caricati anche i dati sui tamponi rapidi), nato in seguito alla pandemia. Nel presentarlo Cirio ha fatto anche mea culpa: «Questi mesi di pandemia che ci hanno dato una lezione di vita: sulla sanità non si deve tagliare, ma in passato lo ha fatto anche il mio partito – ha ammesso – Sinora non si era investito sul turn over e sulla territorialità delle cure, manca un filtro che c’è in altre regioni. Ora abbiamo costruito, grazie al Sistema piemonte, qualcosa che non esisteva. Non c’era una panoramica delle strutture, nessuna mappatura. È incredibile».

Cirio e Icardi hanno anche annunciato un pacchetto da 41 milioni di euro per il sostegno economico delle Rsa, messe in ginocchio dal virus e l’arrivo dei ristori senza rendicontazione entro fine maggio.

Secondo la consigliera regionale democratica Monica Canalis «come denunciato dal Pd sin dal mese di dicembre scorso, sulle risorse promesse per le Rsa gravava l’incertezza delle fonti finanziarie, perché la legge regionale sulle derivazioni idroelettriche è stata impugnata. Ora purtroppo il nodo è venuto al pettine: vengono, infatti, a mancare 4,2 milioni su 40,1 previsti dal provvedimento regionale sui ristori. Le risorse dell’ambiente non ci sono. L’Assessore Marnati lo aveva già ammesso in fase di bilancio di previsione, ma è grave che oggi Cirio e Icardi abbiano continuato a parlare di 40 milioni di ristori! I milioni sono appena 35 e non sono motivo di vanto, perché non sono ancora arrivati».

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