Ospedale Maggiore, presentata una nuova sala di Elettrofisiologia

Il primo “evento” dell’anno, se ci è consentito usare questo termine, non legato all’emergenza Covid. Ma piuttosto l’inizio di una nuova attività, una nuova tecnologia messa a disposizione – e in funzione dallo scorso 1° febbraio – del Dipartimento Toraco-cardio-vascolare dell’Aou novarese diretto dal professor Giuseppe Patti. Stiamo parlando di una nuova sala di Elettrofisiologia che conferma il nosocomio cittadino nel suo ruolo di hub per quanto riguarda le strutture ospedaliere del Piemonte nord-orientale dal punto di vista delle prestazioni di alta complessità e di elevata tecnologia.

Introdotto dal direttore generale Mario Minola, il professor Patti, nel corso della conferenza stampa di stamattina, ha illustrato questa nuova realtà, «che dovrà dare delle risposte – ha detto ancora Minola – di elevata qualità nei confronti di quello che è uno dei problemi sanitari più importanti in termini di frequenza e incidenza che il nostro ospedale deve anche affrontare per il suolo che ricopre nel “Quadrante”». In temi di pandemia, è stato inoltre ricordato, «le altre patologie non si sono certo arrestate e tutto l’ambito cardio-vascolare rimane un settore che deve dare delle risposte immediate».

Nello specifico, come ha spiegato il professor Patti, la novità è rappresentata da una piattaforma di nuova generazione che che garantisce cure di eccellenza per i pazienti con aritmie. Oltre a fornire un’ottimale qualità nella visualizzazione delle strutture cardiache consente anche di minimizzare l’esposizione alle radiazioni ionizzanti, con «un nuovo angiografo (costato oltre 276 mila euro e interamente finanziato con mezzi propri dall’Aou, ndr), installato presso una sala appositamente attrezzata, che ha incorporate le tecnologie più innovative per fornire immagini nitide e prive di rumore di fondo, con ricostruzioni tridimensionali delle strutture cardiache. Il tutto per permettere al cardiologo di identificare le zone del cuore sedi di insorgenze delle aritmie e procedere con le varie tecniche per la loro eliminazione , garantendo efficacia e sicurezza per il paziente. «Si tratta di un segnale importante – ha sottolineato ancora Patti – perché nella nostra struttura ospedaliero-universitaria vogliamo riprendere il nostro percorso di incrementare le opzioni tecnologicamente più avanzate per quanto riguarda l’offerta di tipo cardio-vascolare».

Chiosa conclusiva al magnifico rettore dell’Università del Piemonte Orientale, Gian Carlo Avanzi: «Questo è il nostro modo di lavorare – ha detto, evidenziando la validità delle persone che operano quotidianamente – Un gruppo che offrono un grande servizio insieme a quelle tecnologie di cui disponiamo. Finalmente potremo forse competere con analoghe strutture, evitando che nostri concittadini possano andare a curarsi altrove, sapendo che importanti apparecchiature e medici qualificati li possediamo anche noi. Abbiamo competenza scientifiche e tecniche da poter vantare».

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