Gestione emergenza sanitaria in Piemonte, i sindacati: «numerose lacune»

«La gestione dell’emergenza sanitaria in Piemonte presenta numerose lacune. Gli assessori regionali alla Sanità e al Welfare continuano a essere sordi alle nostre richieste. Da settimane chiediamo di mettere in sicurezza, oltre agli operatori sanitari di ospedali e Rsa, anche gli ospiti, in prevalenza anziani e persone fragili di queste strutture. La sanità regionale, che da troppi anni subisce solo tagli alla rete ospedaliera e al personale, non è riuscita a implementare le reti territoriali, con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Serve subito una svolta».

 

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A parlare i segretari confederali di Cgil Cisl e Uil che, alla luce di quello che viene definito in una nota congiunta «il tragico bilancio» che riferisce «di 18mila contagiati, circa 2mila morti; nelle Rsa, si è raggiunto fino a ieri il numero di 450 decessi tra gli anziani non autosufficienti e oltre 400 contagi tra operatori sanitari e socio-sanitari, messi in isolamento fiduciario o ricoverati presso gli ospedali».

«Gli operatori sono al limite delle forze, insufficienti per il livello di prestazioni sanitarie, mentre ancora oggi i tamponi e dispositivi di protezione sono carenti per affrontare adeguatamente la lotta al contagio».

«L’autarchia, con la quale la Giunta Regionale ha affrontato l’emergenza, – concludono i segretari regionali – rifiutando il confronto con le parti sociali, ha prodotto questo risultato negativo che ci preoccupa molto. Si rende quanto mai necessario affidare la guida dell’emergenza a persone altamente competenti per evitare il peggioramento della situazione. Non c’è più tempo da perdere».

 

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