Confartigianato: «Autotrasporto piemontese a rischio stop»

Il costo del pieno per un mezzo pesante di oltre 11 tonnellate è stimato che sia salito di circa 150 euro

Una crisi senza precedenti si è abbattuta su un settore che conta, solo, in Piemonte oltre 6 mila imprese artigiane, che offrono lavoro a circa 15mila addetti, con una portata media per azienda di 2,8 addetti per ogni realtà.

L’aumento del prezzo del diesel alla pompa era un anno fa di circa 1,35 al litro, e oggi è pari a circa 1,65 euro (+ 22,3%). Pertanto, il costo del pieno per un mezzo pesante di oltre 11 tonnellate è stimato che sia salito di circa 150 euro. Prendendo come riferimento la percorrenza media di un mezzo pesante all’anno di 100 mila km che fa circa 3,3 km al litro, il risultato produce un aumento insostenibile per un autotrasportatore, che in soli 12 mesi comporta un aggravio di costo di migliaia di euro per ogni automezzo. Analoga criticità si rileva per il prezzo del metano.

«Confartigianato ha da tempo segnalato al Governo i rischi che si sarebbero abbattuti sul mondo dell’autotrasporto con il rincaro dei carburanti: una fiammata che sta facendo fermare le imprese, mettendo in difficoltà lavoratori e famiglie, ma, ad oggi non abbiamo ricevuto risposte soddisfacenti».

Questo il commento di Giorgio Felici, presidente di Confartigianato Imprese Piemonte sugli aumenti vertiginosi di questi ultimi mesi anche del gasolio per autotrazione, che è ancora largamente il carburante più diffuso che fa muovere il trasporto merci in Italia.

«Le aziende dell’autotrasporto – ha commentato Giovanni Rosso, Presidente di Confartigianato Piemonte Trasporti (in foto) – si trovano a dover affrontare sia i rincari dell’energia all’ingrosso, sia quelli dei carburanti al dettaglio. Sulle attività produttive grava il peso della ripartenza dell’economia nella fase post-pandemica. Questo extracosto si scaricherà prima sulle imprese del trasporto merci, poi sulle aziende di trasformazione e infine sui consumatori e, quindi, sull’economia. Nessuna produzione è esente da questi rincari. Abbiamo già visto l’impennata dei costi del ferro e del cemento, delle farine e degli zuccheri, oppure quello dell’abbigliamento; tutti aumenti che vengono parzialmente assorbiti dalle imprese ma che a lungo andare queste non potranno più reggere. Un vero salasso per tante categorie di lavoratori e piccole imprese che davvero avrebbero bisogno di una mano dallo Stato».

«È urgente porre subito rimedio alla drammatica situazione che potrebbe far diventare conveniente per le imprese spegnere i motori anziché continuare a viaggiare in perdita – ha concluso Felici – con conseguenze devastanti per la ripresa economica in atto. A tutela di migliaia di autotrasportatori chiediamo, dunque, che il Governo metta in campo provvedimenti immediati per alleggerire la pressione sulle imprese e scongiurare una debacle del settore».

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