Da Novara a Venezia, fino ai vertici di una delle istituzioni culturali più prestigiose al mondo. È la storia di Giovanni Bordiga (1854-1933), ingegnere novarese che ebbe un ruolo di primo piano nella vita culturale e istituzionale della città lagunare tra Ottocento e Novecento. A ripercorrerne la figura sarà Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia, protagonista di un incontro in programma mercoledì 11 novembre alle 18 nella Sala delle Vetrate del castello di Novara.
L’appuntamento, promosso dalla Società Storica Novarese in collaborazione con la Fondazione Castello, rientra nella rassegna Il Castello racconta… il territorio e rappresenta un’occasione per riscoprire un personaggio poco conosciuto nella sua città d’origine, ma capace di lasciare un’impronta significativa nella storia delle istituzioni culturali veneziane.
Laureatosi in ingegneria a soli vent’anni alla Scuola di Applicazione per gli Ingegneri di Torino, Bordiga iniziò la carriera come insegnante all’Istituto Tecnico di Pesaro, prima di trasferirsi nel 1878 a Venezia, dove assunse un incarico all’Istituto Tecnico Paolo Sarpi.
Fu proprio nella città lagunare che la sua attività si sviluppò ben oltre l’insegnamento, intrecciando impegno amministrativo, ricerca scientifica e promozione delle arti. Assessore nella giunta guidata da Riccardo Selvatico, ricoprì incarichi di rilievo all’Ateneo Veneto e all’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, dei quali fu segretario e successivamente presidente. Guidò inoltre l’Accademia di Belle Arti e, dopo aver svolto il ruolo di segretario della Biennale, ne assunse la presidenza nel 1920.
Un percorso che lo collocò al centro della trasformazione culturale di Venezia, in una stagione decisiva per il consolidamento delle sue istituzioni artistiche. Tra i contributi più importanti figura anche l’impegno nella progettazione e nell’avvio della Regia Scuola Superiore di Architettura, inaugurata nel 1926 e seconda in Italia dopo quella di Roma.
A raccontare questa figura sarà, dunque, Buttafuoco, chiamato a ricostruire non soltanto la biografia di Bordiga, ma anche il contesto storico e culturale nel quale l’ingegnere novarese operò, contribuendo a costruire alcune delle istituzioni che ancora oggi caratterizzano l’identità di Venezia.
L’ingresso è libero.








