VIDEO – Hashish sintetico, sigarette elettroniche e caramelle con THC: a Novara l’allarme sulle nuove droghe

Sembravano normali panetti di hashish, ma al loro interno nascondevano sostanze sintetiche dagli effetti potenzialmente molto più pericolosi della cannabis tradizionale. In altri casi si presentavano come materiali gommosi, dall’odore simile a quello delle gomme da masticare, oppure sotto forma di cristalli. E poi sigarette elettroniche con concentrazioni di THC vicine al 90% e caramelle gommose, prodotti che per il loro aspetto possono attirare anche consumatori molto giovani.

È quanto emerso dalle analisi condotte dalla Polizia Scientifica sulle sostanze sequestrate lo scorso giugno dalla Guardia di Finanza di Novara. Un’indagine che, partita da un’operazione antidroga, ha assunto una rilevanza ben più ampia, facendo emergere un problema di salute pubblica e la necessità di rafforzare la prevenzione, soprattutto tra gli adolescenti.

A sottolinearlo è stata la procuratrice facente funzioni Silvia Baglivo, che ha coordinato le indagini: «Questa indagine ha fatto emergere un problema che riguarda la salute pubblica. Le caramelle hanno l’aspetto di normali dolciumi e possono trarre in inganno». La procuratrice ha richiamato anche le segnalazioni relative alla presenza di sigarette elettroniche all’esterno delle scuole medie di Novara, un elemento che accresce la preoccupazione per la diffusione di questi prodotti tra i più giovani.

A spiegare le conseguenze sanitarie è stata Sara Vecchio, responsabile del SerD di Novara, che ha richiamato l’attenzione su un fenomeno ancora largamente sottostimato.

«I cannabinoidi sintetici possono avere una potenza anche cento volte superiore a quella della marijuana tradizionale. Le conseguenze sono imprevedibili: dalle intossicazioni acute con problemi cardiaci agli attacchi di panico, fino a stati psicotici e convulsioni. Può bastare anche una sola assunzione».

I cannabinoidi sintetici sono molecole prodotte artificialmente che agiscono sugli stessi recettori del THC, il principale principio psicoattivo della cannabis, ma possono avere effetti molto più intensi e meno prevedibili. Anche le sindromi da astinenza possono risultare particolarmente importanti.

Il pericolo aumenta quando il consumatore non sa che cosa sta assumendo. Un prodotto venduto come hashish può infatti contenere cannabinoidi sintetici senza che vi sia alcuna possibilità di riconoscerli dall’aspetto. Inoltre, come evidenziato dagli accertamenti scientifici, queste sostanze possono non essere distribuite uniformemente all’interno del materiale, con concentrazioni differenti anche nello stesso panetto.

«È un fenomeno ancora molto sottostimato, che coinvolge fasce di popolazione sempre più giovani. Dobbiamo alzare il livello di attenzione», ha sottolineato Vecchio, richiamando anche l’aumento delle prese in carico per consumo di cocaina e cannabis.

Un quadro nel quale si inseriscono le nuove modalità di assunzione, dalle sigarette elettroniche ai prodotti alimentari contenenti THC, che rendono ancora più difficile intercettare precocemente i comportamenti a rischio. La commercializzazione avviene attraverso i tradizionali canali di spaccio, ma anche online.

Proprio sul fronte della prevenzione, la responsabile del SerD ha ricordato che l’Asl Novara è capofila di un progetto di interesse regionale finalizzato a individuare il consumo inconsapevole di queste sostanze. L’obiettivo è migliorare la capacità di riconoscere un fenomeno che può sfuggire sia ai consumatori sia agli operatori sanitari.

Vecchio ha invitato inoltre a non perdere di vista le sostanze legali, come alcol e nicotina, il cui consumo in età molto precoce rappresenta a sua volta un problema sanitario. Il fatto che siano legali, ha osservato, non significa che siano prive di rischi, soprattutto quando si comincia ad assumerle già a 12 anni.

La scoperta è arrivata grazie a un lavoro particolarmente complesso della Polizia Scientifica. Dopo il sequestro di giugno, le analisi sono iniziate il 12 agosto e la relazione è stata depositata circa due settimane fa.

Gli accertamenti, svolti dal Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica per il Piemonte e la Valle d’Aosta, con il supporto della Sezione Indagini sulle Droghe del Servizio Polizia Scientifica, hanno individuato quattro cannabinoidi completamente sintetici e uno semisintetico, quest’ultimo identificato come H4-CBD, un derivato del cannabidiolo.

«L’identificazione è stata particolarmente complessa per la continua evoluzione di queste sostanze, la scarsità di informazioni nella letteratura scientifica e la mancanza di spettri di riferimento», ha spiegato Riccardo Rumatono, commissario capo tecnico della Polizia Scientifica. Per arrivare ai risultati sono stati necessari ulteriori approfondimenti strumentali in laboratorio e un’attenta interpretazione dei dati acquisiti.

I quattro cannabinoidi sintetici sono stati ricondotti alla classe degli analoghi strutturali derivanti da indazol-3-carbossamide, sostanze comprese nella Tabella I del Testo unico sugli stupefacenti, la stessa in cui vengono catalogate cocaina ed eroina.

Anche Stefania Lasciato, dirigente del Gabinetto Interregionale di Polizia Scientifica del Piemonte e Valle d’Aosta, ha evidenziato come i primi risultati abbiano richiesto approfondimenti specifici proprio per la natura delle sostanze individuate.

Un aspetto particolarmente insidioso riguarda la loro distribuzione all’interno dei prodotti. Come spiegato dagli esperti, non esiste alcuna garanzia che i cannabinoidi sintetici siano presenti in modo uniforme: parti diverse dello stesso panetto possono contenere concentrazioni differenti, aumentando l’imprevedibilità degli effetti.

Gli accertamenti proseguiranno per definire ulteriormente la struttura chimica dei composti e mettere a disposizione degli organismi competenti le informazioni necessarie alle attività di allerta. I risultati saranno condivisi attraverso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga e il Sistema Nazionale di Allerta Rapida per le Droghe, anche ai fini delle segnalazioni internazionali.

L’indagine ha avuto inizio da un normale controllo stradale della Guardia di Finanza. I militari avevano fermato un automobilista trovando nella vettura due pacchi contenenti panetti di hashish. La successiva perquisizione domiciliare aveva permesso di recuperare altri 43 chili della stessa sostanza, oltre a circa 1,2 chili di cocaina e 1,4 chili di marijuana. Complessivamente erano stati sequestrati 53 chili di hashish. Erano stati recuperati anche contanti, lingotti, orologi, abbigliamento e altri beni di lusso, mentre l’uomo era stato arrestato.

Nel materiale sequestrato figuravano inoltre circa 200 sigarette elettroniche e 100 confezioni di caramelle contenenti sostanze psicoattive. Sulle confezioni comparivano scritte ed etichette che richiamavano la cannabis e i suoi derivati, con indicazioni relative alle caratteristiche dei prodotti.

A ricostruire l’operazione sono stati il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Ferdinando Mazzacuva, e il comandante del Nucleo di Polizia economico-finanziaria, colonnello Lacarbonara. Proprio le caratteristiche dei prodotti sequestrati, apparentemente pensati per attirare una platea più ampia di consumatori, hanno spinto gli investigatori ad approfondirne la composizione attraverso la collaborazione con la Polizia Scientifica.

L’operazione, dunque, non si è esaurita con l’arresto e il sequestro dello stupefacente. Ha consentito di individuare sostanze difficilmente riconoscibili senza specifiche analisi di laboratorio, offrendo informazioni utili anche per la prevenzione sanitaria.

È questo il risultato più significativo dell’indagine: rendere riconoscibile un pericolo che, per chi acquista e consuma questi prodotti, può essere del tutto invisibile. Un rischio che riguarda soprattutto i più giovani e che rende necessario rafforzare l’informazione, la capacità di intercettare precocemente i consumi e la collaborazione tra forze dell’ordine, strutture sanitarie e istituzioni scolastiche.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore