Il tempo dedicato alla famiglia, agli affetti e alla cura è davvero tempo sottratto al lavoro e alla crescita professionale? Oppure le esperienze che viviamo fuori dall’ufficio possono renderci più capaci anche dentro? È da queste domande che prenderà il via domenica 8 novembre alle 11, al Circolo dei lettori (Sala delle vetrate del castello), il primo appuntamento di Dialoghi con la Scienza, la rassegna che quest’anno ha scelto il tempo come filo conduttore.
Protagonista dell’incontro, dal titolo Il tempo della vita e delle transizioni, sarà Riccarda Zezza, imprenditrice sociale, ricercatrice e fondatrice di Lifeed, realtà nata dall’esperienza di MAAM – Maternity As A Master. Dopo quindici anni trascorsi in grandi aziende, Zezza ha sviluppato un metodo che considera le esperienze personali, a cominciare dalla maternità, come occasioni di apprendimento capaci di generare competenze utili anche nella vita professionale.
Al centro dell’incontro ci sarà il suo ultimo libro, Il potere della transilienza (FrancoAngeli, 2026), che propone un modo diverso di guardare ai cambiamenti e alle molteplici identità che ciascuno attraversa nel corso della vita.
«Il libro nasce da oltre dieci anni di ricerca su una domanda: chi siamo e che cosa succede se guardiamo a tutti i nostri ruoli come a luoghi in cui impariamo? – racconta Zezza –. Siamo tutti figli, amici, colleghi, compagni, professionisti e tanto altro. In ciascuno di questi ruoli impariamo a fare cose diverse, ma spesso ci presentiamo al mondo come se uno solo bastasse a dire chi siamo».
Una riflessione che parte anche dai numeri. La ricerca prende in esame il modo in cui oltre 70mila persone descrivono se stesse, restituendo una rappresentazione della complessità delle vite individuali e delle risorse che possono nascere dall’intreccio tra esperienze differenti.
«Attraverso la narrazione dei dati su come si descrivono oltre 70.000 persone, vedremo delle mappe da cui emerge che abbiamo vite ricche e complesse, e che proprio questa varietà ci dà più possibilità di agire – spiega Zezza –. La transilienza è proprio la capacità di far viaggiare le nostre risorse tra i ruoli della nostra vita, ed è una competenza che possediamo già».
Il concetto ribalta una convinzione ancora diffusa, soprattutto nel mondo del lavoro: quella secondo cui le responsabilità familiari, la genitorialità o i periodi di cambiamento rappresentino necessariamente un ostacolo alla carriera. La prospettiva proposta da Zezza è invece quella di riconoscere il valore delle competenze che si sviluppano attraversando esperienze diverse, senza separare rigidamente la dimensione personale da quella professionale.
L’incontro inaugura il ciclo di quattro domeniche di Dialoghi con la Scienza, che proseguirà fino al 29 novembre esplorando il tema del tempo attraverso la fisica, la biologia e le trasformazioni della vita quotidiana.








