Dal tempo dell’universo agli orologi biologici: quattro domeniche di scienza al Circolo dei lettori

Che cos’è davvero il tempo? Quello che misuriamo con gli orologi è lo stesso che percepiamo quando aspettiamo, invecchiamo o attraversiamo un cambiamento importante della nostra vita? E perché possiamo ricordare il passato ma non il futuro, mentre il nostro organismo continua a seguire ritmi che spesso ignoriamo?

Sono alcune delle domande attorno alle quali ruota la nuova edizione di Dialoghi con la Scienza, la rassegna della Fondazione Circolo dei lettori, realizzata in collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale che torna a Novara per quattro domeniche consecutive, dall’8 al 29 novembre, sempre alle 11 nella Sala delle Vetrate del castello di Novara.

Il titolo scelto per l’edizione 2026 è Il tempo: la dimensione invisibile che dà forma al mondo. Un tema apparentemente astratto, ma che attraversa ogni aspetto dell’esistenza: dalle leggi che governano l’universo ai ritmi biologici del corpo umano, dalle trasformazioni personali ai millenni dell’evoluzione della nostra specie.

A guidare il pubblico saranno quattro protagonisti della ricerca e della divulgazione, chiamati a osservare il tempo da prospettive differenti. Il programma è realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute dell’Università del Piemonte Orientale.

Il programma dei quattro incontri

8 novembre – Il tempo della vita e delle transizioni

Il primo appuntamento sarà affidato a Riccarda Zezza, imprenditrice sociale, ricercatrice e fondatrice di Lifeed, nata dall’esperienza di MAAM – Maternity As A Master. Dopo quindici anni di lavoro in grandi aziende, Zezza ha sviluppato un metodo che considera le esperienze personali, a cominciare dalla maternità, occasioni di apprendimento e crescita anche professionale.

Autrice del recente Il potere della transilienza (FrancoAngeli, 2026), esplorerà il modo in cui cambiamenti, responsabilità e nuove fasi della vita possono trasformare le nostre capacità. Al centro della riflessione ci sarà l’idea che il tempo dedicato alla famiglia, alla cura e alle trasformazioni personali non sia necessariamente sottratto alla crescita professionale, ma possa generare competenze trasferibili da un ambito all’altro.

15 novembre – La freccia del tempo

La seconda domenica porterà il pubblico dalle esperienze quotidiane alle grandi domande della fisica, con Gabriele Ghisellini, astrofisico e divulgatore scientifico.

Perché il tempo sembra scorrere in una sola direzione? Se nella nostra esperienza il passato è immutabile e il futuro ancora da scrivere, molte leggi fondamentali della fisica funzionano anche invertendo la direzione temporale. È da questa apparente contraddizione che prende forma l’incontro, dedicato alla cosiddetta freccia del tempo.

Si parlerà anche di relatività e viaggi temporali, distinguendo ciò che la fisica ha dimostrato, come gli effetti della dilatazione temporale, dalle ipotesi ancora speculative sul ritorno nel passato. Un percorso al confine tra conoscenze scientifiche e interrogativi che da sempre alimentano la fantasia.

22 novembre – Il tempo dentro di noi

Il terzo incontro sarà dedicato alla cronobiologia, la disciplina che studia i ritmi temporali degli organismi viventi. A guidarlo sarà Roberto Manfredini, professore ordinario di Medicina interna all’Università di Ferrara, medico e studioso dei rapporti tra ritmi biologici e salute.

Il nostro corpo possiede orologi interni che regolano numerose funzioni, dalla produzione di ormoni all’alternanza tra sonno e veglia, fino al metabolismo. Questi meccanismi seguono ritmi che non sempre coincidono con quelli imposti dagli impegni lavorativi e dalle abitudini sociali.

Manfredini, autore di Un tempo per ogni cosa. Vivere in armonia con il proprio orologio biologico, approfondirà il rapporto tra organizzazione della giornata e benessere, mostrando quanto il momento in cui svolgiamo determinate attività possa influire sul funzionamento dell’organismo.

29 novembre – Il tempo dell’evoluzione umana

A chiudere la rassegna sarà Guido Barbujani, genetista, professore all’Università di Ferrara e autore di numerosi saggi dedicati all’evoluzione, alla storia delle popolazioni e alla diversità genetica umana.

Con lui la dimensione temporale si allargherà fino a comprendere migliaia di generazioni. Attraverso lo studio del DNA è infatti possibile ricostruire parte della storia delle popolazioni umane, seguirne gli spostamenti, riconoscere gli incontri e gli scambi che hanno contribuito a modellare la nostra specie.

L’incontro offrirà anche l’occasione per riflettere su un tema centrale nel lavoro scientifico e divulgativo di Barbujani: la diversità umana e il modo in cui la genetica permette di superare interpretazioni semplicistiche delle differenze tra le popolazioni. Un viaggio nel passato più remoto che aiuta a comprendere anche il presente.

Come partecipare

Tutti gli incontri si svolgeranno alle 11 nella Sala delle Vetrate del Castello Sforzesco di Novara, in piazza Martiri della Libertà 3. L’ingresso è gratuito, ma la prenotazione è obbligatoria attraverso il sito del Circolo dei lettori.

Programma completo e prenotazioni

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore