Beni confiscati, l’asse tra CSVnet Piemonte e Libera per il riutilizzo sociale

Restituire alla collettività gli spazi e le risorse un tempo in mano alla criminalità organizzata, per trasformarli in veri e propri presidi di legalità, inclusione e sviluppo sociale. È questo il cuore del nuovo protocollo d’intesa siglato tra CSVnet Piemonte e Libera Piemonte.

L’accordo, firmato mercoledì 28 ottobre, ha istituito una specifica cabina di regia regionale. L’obiettivo primario è accompagnare in modo pratico e operativo gli enti del Terzo settore piemontesi nel complesso iter del riuso sociale dei beni confiscati alle mafie. CSVnet e Libera si impegnano infatti a fornire strumenti, competenze e percorsi di formazione per la progettazione e la partecipazione ai bandi pubblici.

Tra le iniziative più concrete c’è l’attivazione di un servizio di help desk, gestito direttamente da Libera Piemonte, per supportare le associazioni nella stesura dei progetti e nell’accreditamento sul portale dell’Agenzia nazionale (ANBSC). L’accordo promuove inoltre percorsi formativi per i volontari sulla normativa antimafia e attività di confronto diretto con la Regione e i Comuni per snellire le assegnazioni. Un’attenzione particolare sarà rivolta ai più giovani, attraverso la promozione di esperienze di volontariato sul territorio come “E!State Liberi!” e l’organizzazione condivisa della Giornata della memoria del 21 marzo.

«Il protocollo rappresenta un passo importante nel percorso per aprire sempre di più il sistema dei CSV alle istituzioni e alle reti del territorio – ha sottolineato Daniele Giaime, presidente di CSVnet Piemonte –. Vogliamo trasformare valori condivisi in azioni concrete, accompagnando gli enti nel riutilizzo dei beni confiscati. I Centri di Servizio non sono solo strutture di supporto, ma agenzie di sviluppo del territorio capaci di contribuire al cambiamento sociale».

Una visione condivisa da Andrea Turturro, referente regionale di Libera Piemonte: «Il ruolo del Terzo settore nella gestione dei beni confiscati è fondamentale. Aiuta a favorire la partecipazione attiva dei cittadini e porta sui territori competenze indispensabili per supportare gli Enti Locali nel lungo e difficile percorso che porta al riutilizzo sociale, un tema per noi imprescindibile fin dall’approvazione della legge 109/96».

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