VIDEO – «Sono felice di essere qui, Novara ha un grande gruppo». A tu per tu con Ofelia Malinov

Prosegue la pre-season della Igor Volley Novara, con un primo gruppo di zanzare al lavoro per prepararsi in vista della prossima stagione. Fra queste, però, ci sono anche alcune giocatrici aggregate, tra nuove leve delle giovanili e alcune “esterne”, come ad esempio Ofelia Malinov. La palleggiatrice italiana classe 1996, che resterà al Pala Igor fino al ritorno di Carlotta Cambi dagli impegni con la Nazionale, racconta questi primi giorni da gregaria al gruppo novarese, con entusiasmo e tanta voglia di rimettersi presto in gioco.

Un arrivo a Novara da aggregata, ma che non ha spento l’entusiasmo della palleggiatrice azzurra: «Sono contentissima, e voglio ringraziare la società per avermi dato la possibilità di essere qui a svolgere la preparazione con loro. Direi che sta andando molto bene, in questi giorni abbiamo iniziato a fare i primi allenamento sei contro sei, siamo ancora agli inizi. È bello essere tornati in Italia, e lo è ancora di più allenandosi con una società così seria».

Tante le giocatrici che Malinov, nel corso della sua carriera tra club e Nazionale, aveva già incontrato e con cui ha già giocato in passato. «Le conoscevo quasi tutte già prima di arrivare: con Bonifacio e Chirichella ho giocato in Nazionale, ma sono stata compagna anche di Grobelna, Perinelli… Rivederle dopo anni e stare insieme è sicuramente qualcosa di bello».

Una carriera da top player

Malinov non ha mai indossato la maglia di Novara nel corso della sua carriera, ma ha spesso incrociato la Igor Volley in campionato, con addosso casacche altrettanto importanti. Ad esempio quella dell’Imoco Conegliano, nella stagione 2016-17, agli inizi del progetto che ha portato la società veneta a diventare la potenza che conosciamo oggi. «Quella a Conegliano è stata la mia prima stagione da professionista “vera”, dopo l’ottimo campionato in A1 fatto con il Club Italia. È stata un’esperienza bellissima, e credo che sia migliorata moltissimo nel corso degli anni. Ma già quando sono arrivata io si vedeva che gli standard richiesti erano alti e che si puntava a fare bene. Quell’anno mi è servito molto: stare insieme a tante campionesse, vedere da vicino come si allenavano e approcciavano alle partite è stato molto formativo. Dentro di me avevo voglia di andare a giocare ed essere come loro».

Dopo un anno in gialloblù, Malinov riceve la chiamata di Bergamo, squadra della sua città natale. Una chiamata a cui, insomma, è difficile dire di no: «Bergamo è la società di casa, quando ero piccolina andavo sempre a vedere la Serie A negli anni in cui il club vinceva. Arrivarci è stato un sogno, anche se è stato un anno difficile: mi ero fatta male in Nazionale e non ho potuto giocare la stagione dall’inizio, cosa che mi ha fatto stare male perché volevo dare il mio contributo a una società che mi voleva come titolare. L’inizio è stato un po’ in salita, ma alla fine siamo riuscite a salvarci e a raddrizzare una stagione che non era partita bene».

Chiusa la parentesi Bergamo, per Ofelia si apre quella fiorentina: cinque anni nel capoluogo toscano, con quattro stagioni e mezzo giocate alla Savino Del Bene. «Scandicci è un altro posto che posso definire casa. Anche quella è stata un’esperienza incredibile, perché anche quella è una società che ambisce a vincere. Noi siamo riuscite a portare il primo trofeo a una società che negli anni si è sacrificata e ha costruito molto, ho giocato con tantissime campionesse ed è stata un’esperienza molto importante».

Da lì un anno a Chieri, con cui Malinov vince un altro titolo europeo (la CEV Cup 2023-24) prima di trasferirsi in terra turca, sponda Zeren Spor: «L’esperienza in Turchia la rifarei assolutamente: giocare all’estero dà tanta consapevolezza, e mi ha fatto vedere un’altra cultura. Ci sono differenze con l’Italia, ad esempio a livello di organizzazione e di approccio alle partite, che sono forse le più grandi».

Non solo club: Ofelia Malinov è stata anche un simbolo della Nazionale italiana, con cui ha vinto un Europeo nel 2021 e conquistato un argento mondiale nel 2018, vincendo, peraltro, il titolo di miglior palleggiatrice del torneo. «È sempre un orgoglio difendere i colori del proprio paese. Sono stati anni bellissimi, in cui abbiamo vinto e ricostruito questa nuova Italia. Di ricordi belli ce ne sono a bizzeffe: il Mondiale 2018, gli Europei, e tutte le competizioni a cui abbiamo partecipato».

E guardando invece alla Serie A1 2026/27, per Malinov è difficile fare previsioni: «Il campionato italiano è sempre molto bello da seguire, perché non ci sono mai partite scontate e costringe tutti a dare sempre il massimo dall’inizio alla fine. Tutte le squadre si sono rafforzate, e da fuori sono curiosa anche io di vedere se si smuoveranno gli equilibri. Conegliano rimane la favorita, ma penso che ci sono altre squadre che hanno i mezzi per fare bene».
Tra queste può esserci anche Novara? «Assolutamente, penso proprio di sì!»

Scoprire il mondo e migliorarsi sempre: Ofelia Malinov fuori dal campo

Tanto impegno nello sport da un lato, tante passioni dall’altro. C’è però un passatempo che vince su tutti per Ofelia: «Quando sono in una città nuova mi piace scoprirla, visitarla, magari provare ristoranti e posticini tipici dove mangiare. Poi leggere e fare shopping».
In questi giorni qui a Novara, la palleggiatrice ha avuto modo di conoscere meglio anche anche la città: «Ho girato un po’ il centro cittadino, che non avevo mai visto. Devo dire che si sta bene, è una città in cui non manca nulla».

Guardando invece al futuro, c’è un obiettivo su che Ofelia continua a puntare. «Migliorarsi sempre, e provare a crescere sempre di più. Non si finisce mai di imparare, e le sfide che ci sono aiutano sempre a tenersi in moto e alzare l’asticella. Spero di tornare a giocare in Italia, portandomi dietro tutto il bagaglio di esperienze che mi sono costruita in questi anni e che mi ha dato tanta consapevolezza».

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