Radici Chimica, la RSU diffida il fondo Lone Star sui salari e incalza il Comune: «Il sindaco apra subito il tavolo di crisi»

Non c’è tregua estiva per i lavoratori dello stabilimento Radici Chimica di via Fauser. Mentre i cancelli del polo industriale di Sant’Agabio vivono la pausa di agosto con gli impianti ormai fermi, lo scontro tra la rappresentanza sindacale e la nuova proprietà guidata dal fondo americano Lone Star si è infiammato su due fronti paralleli: una formale diffida legale per il taglio unilaterale delle retribuzioni e una lettera indirizzata a palazzo Cabrino per chiedere l’immediata convocazione del tavolo di crisi territoriale.

La vertenza, che coinvolge il destino di 140 lavoratori dichiarati in esubero su un organico complessivo di 287 dipendenti, entra così nella sua fase più delicata. Lo spegnimento definitivo delle linee produttive ha aperto una ferita profonda nel tessuto industriale novarese, regolata al momento dai vincoli della legge 234 del 2021 contro le delocalizzazioni selvagge, che impone il congelamento dei licenziamenti e la salvaguardia occupazionale fino al mese di gennaio 2027.

La diffida a Lone Star: «Tagliati i superminimi per finanziare la ristrutturazione»

A far traboccare il vaso è stato quanto accaduto con i cedolini di fine luglio. I sindacati hanno inviato un atto formale di diffida alla direzione aziendale – notificato anche al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, all’assessorato al Lavoro della Regione Piemonte e ai vertici delle risorse umane del gruppo Radici – denunciando quello che viene definito «un taglio illegittimo e unilaterale dei salari».

Secondo quanto ricostruito dalla RSU «dopo essere subentrato nella gestione a maggio e aver regolarmente erogato la quattordicesima mensilità a giugno, il fondo Lone Star ha proceduto a fine luglio ad assorbire il superminimo individuale dalle buste paga, azzerando di fatto gli effetti del recente aumento contrattuale previsto dal Contratto Collettivo Nazionale della Chimica».

Per i sindacati si tratta di «un colpo di mano che viola l’articolo 2112 del Codice Civile sul trasferimento d’azienda e cancella decenni di prassi consolidate con la precedente proprietà». La RSU richiama a supporto il recente orientamento della Corte di Cassazione, secondo cui il prolungato mancato assorbimento del superminimo ne cristallizza la natura fissa e non più intaccabile. Da qui la presa di posizione: il ripristino immediato della legalità salariale e la restituzione delle somme trattenute a luglio saranno condizioni pregiudiziali e non negoziabili nel faccia a faccia con l’azienda.

L’appello a palazzo Cabrino: «Attuare subito la mozione votata all’unanimità»

Parallelamente all’azione legale, i rappresentanti dei lavoratori hanno preso carta e penna per sollecitare il sindaco di Novara a dare seguito concreto alla mozione unitaria a sostegno della Radici Chimica approvata all’unanimità dal consiglio comunale. Nella missiva inviata a palazzo Cabrino, la RSU ribadisce che «la finestra temporale garantita dalla legge fino a gennaio 2027 non può trasformarsi in una passiva attesa, ma deve diventare lo spazio negoziale in cui costruire un piano sociale di salvataggio».

La richiesta al Comune è quella di «porsi alla guida della mediazione istituzionale convocando con urgenza il tavolo di crisi locale e coinvolgendo la Regione Piemonte e il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con l’obiettivo di costringere l’azienda a finanziare gli ammortizzatori sociali conservativi e lo scivolo pensionistico dell’isopensione per i numerosi dipendenti a cui mancano pochi anni alla maturazione dei requisiti, azzerando così l’impatto dei licenziamenti forzati».

Il calendario della mobilitazione: assemblee e presidio in Confindustria

I prossimi giorni saranno decisivi per misurare i rapporti di forza. L’agenda sindacale prevede per martedì 25 agosto il primo tavolo di trattativa tra la RSU e la direzione aziendale, durante il quale verrà formalizzata la richiesta di ammortizzatori e tutele.

Nelle giornate di mercoledì 26 e giovedì 27 agosto, dalle 13 alle 15, i lavoratori si riuniranno in assemblea sul piazzale della portineria merci per essere informati sull’esito del vertice e decidere i passi successivi. La tensione si sposterà infine all’esterno nella mattinata di venerdì 28 agosto: a partire dalle 10, in concomitanza con l’incontro tra organizzazioni sindacali, RSU e vertici aziendali presso la sede di Confindustria Novara Vercelli Valsesia, i lavoratori daranno vita a un presidio pacifico sotto gli uffici dell’associazione degli industriali per far sentire la propria voce.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.