Borgo Ticino ricorda i Dodici Martiri 82 anni dopo l’eccidio nazifascista

A 82 anni dall’eccidio del 13 agosto 1944, Borgo Ticino ha ricordato questa mattina i suoi dodici martiri, le vittime della rappresaglia nazifascista che rappresenta la pagina più tragica della storia del paese. Una commemorazione che quest’anno ha coinciso anche con la presentazione alla comunità del progetto “Borgo Ticino, Luogo di Memoria”, pensato per valorizzare i luoghi dell’eccidio e trasformare la memoria storica in uno strumento di conoscenza e rigenerazione del territorio.

Alla cerimonia hanno preso parte le autorità civili e militari, alcuni sindaci del territorio, i familiari delle vittime, i rappresentanti dell’Anpi, dell’associazione Stella Alpina e della Casa della Resistenza, insieme a numerosi cittadini.

«La memoria rimane il pilastro su cui poggia tutto ciò che vogliamo costruire. Ma oggi vogliamo fare un passo ulteriore: trasformare la memoria in un motore di rigenerazione della nostra comunità», ha affermato il sindaco Alessandro Marchese durante la commemorazione.

Il riferimento è al nuovo percorso che l’amministrazione intende costruire attorno alla storia del paese, a partire dal Museo della Memoria, dalla nuova Strada della Memoria e dagli interventi sui luoghi dell’eccidio. «Borgo Ticino è rinato dopo quella tragedia grazie alla sua gente – ha ricordato Marchese – a una popolazione che, nonostante il dolore, non ha abbandonato il proprio paese e ha avuto la forza di ricostruire. È proprio da quella forza che vogliamo ripartire».

L’eccidio del 13 agosto 1944

Era domenica 13 agosto 1944 quando Borgo Ticino venne investita dalla rappresaglia nazifascista. Nei giorni precedenti un attacco partigiano contro un convoglio tedesco aveva provocato il ferimento di quattro militari. La risposta fu la condanna a morte di tre civili per ogni tedesco ferito. Durante il rastrellamento la popolazione venne radunata nella piazza del paese e furono scelti tredici uomini: uno di loro, Mario Piola, riuscì a sopravvivere alla fucilazione. Le vittime furono quindi dodici.

A essere uccisi furono Luigi Ciceri, Giovanni Fanchini, Cesare Cerutti, Alberto Lucchetta, Giuseppe Meringi, Benito Pizzamiglio, Andes Silvestri, Francesco Tosi, Rinaldo Gattoni, Narcisio Nicola, Olimpio Parracchini e Cesare Tognoli. Erano giovani uomini, in gran parte poco più che ventenni, scelti senza alcuna responsabilità per l’azione partigiana.

La violenza non si fermò alle fucilazioni. Dopo aver imposto al paese il pagamento di 300 mila lire, le forze nazifasciste saccheggiarono Borgo Ticino e incendiarono 72 abitazioni, lasciando una ferita destinata a segnare per sempre la comunità.

Da allora il 13 agosto è il giorno della memoria per Borgo Ticino e la piazza dove avvenne la fucilazione porta il nome dei Martiri.

Ed è proprio da quei luoghi che l’amministrazione vuole partire per il nuovo progetto. «Il Museo della Memoria, la nuova Strada della Memoria, gli interventi sui luoghi dell’eccidio e le iniziative che seguiranno hanno un obiettivo preciso: fare di Borgo Ticino non soltanto un luogo di memoria, ma un luogo capace di rigenerarsi attraverso la propria storia, valorizzando il territorio e raccontando ciò che qui è accaduto», ha spiegato Marchese.

«La nostra storia non deve essere soltanto ricordata – ha concluso il sindaco –. Deve diventare un esempio. Un esempio di come una comunità possa rinascere dal dolore, custodire le proprie radici e trasformare la memoria in un impegno per il futuro».

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