Una possibile riduzione del servizio di pulizia all’ospedale Maggiore di Novara preoccupa Cgil, Cisl e Uil. In un comunicato congiunto, le organizzazioni sindacali riferiscono di essere state informate in agosto da Markas, società che gestisce l’appalto, di un’imminente riduzione delle attività. Da allora, sostengono, non sono riuscite a ottenere chiarimenti sulle ragioni della scelta né sulle conseguenze per il personale.
I sindacati hanno chiesto un confronto urgente con la direzione dell’azienda ospedaliera e con Markas. La società si è resa disponibile a un incontro, ma, secondo le sigle, non è stata in grado di spiegare le motivazioni della riduzione o di quantificarne l’impatto occupazionale ed economico. Alla direzione ospedaliera è stata poi inviata una nuova richiesta di incontro: «A distanza di settimane continuiamo a non ricevere alcun riscontro», affermano di segretari di Filcams Cgil Cristina Ronco, Fisascat Cisl Mattia Ragi e UILTucs Alessia Osella.
Le organizzazioni ricordano che l’appalto era stato aggiudicato con un ribasso del 30,12% e chiedono che non siano ridotte le ore di lavoro né le attività di pulizia e sanificazione. Temono ripercussioni sulle retribuzioni di addetti che, sottolineano, lavorano già con orari ridotti e per i quali lo stipendio rappresenta in molti casi l’unico reddito familiare.
«Non è soltanto una questione occupazionale», avvertono i sindacati. Una riduzione delle attività di pulizia e sanificazione, osservano, potrebbe incidere anche sulla qualità del servizio e sulle condizioni igieniche dell’ospedale. Si tratta, allo stato, di una preoccupazione espressa dalle sigle: il comunicato non indica quali attività sarebbero ridotte né in quale misura.
Cgil, Cisl e Uil giudicano il mancato riscontro della direzione «gravemente irrispettoso» verso lavoratori, cittadini e rappresentanze sindacali. Chiedono l’apertura immediata di un tavolo di confronto e annunciano che, in assenza di risposte, intraprenderanno iniziative a tutela dell’occupazione e del servizio.








