Da anni uno dei temi caldi dell’estate è quello che riguarda le donazioni di sangue e la conseguente “emergenza estiva”, dovuta al calo di sacche raccolte nel mese di agosto, quando i cittadini novaresi (e più in generale italiani) si spostano per le vacanze. Ma quali sono i numeri effettivi della raccolta di sangue estiva nella provincia di Novara? E si può davvero parlare di “emergenza estiva”?
A spiegarlo è Claudio Magnaghi, presidente di Avis provinciale Novara, che sottolinea: «A bene vedere non c’è mai stata una vera e propria “emergenza estiva”. Sappiamo che, storicamente, ad agosto si dona un po’ di meno: ad esempio lo scorso anno abbiamo registrato un -8% di donazioni. Ma c’è tutta una programmazione volta a sopperire eventuali carenze».
Anche per quanto riguarda il numero di donazioni, la provincia di Novara si mantiene su ottimi livelli, riuscendo a crescere di anno in anno per sacche raccolte. «Nei mesi di giugno e luglio 2025, tra sangue e plasma, abbiamo raccolto un totale di 2698 sacche. Quest’anno, invece, siamo saliti a 2708, registrando quindi uno 0,3% in più. A maggior ragione, visti i numeri, parlare di emergenza è scorretto, soprattutto nei confronti dei nostri donatori», aggiunge Magnaghi.
La situazione rimane stabile anche nei pronto soccorso, con il numero di richieste rimasto abbastanza stabile in questi mesi estivi: «Anzi, storicamente, quando c’è un calo nelle donazioni, c’è una diminuzione anche della richiesta. L’unica preoccupazione è che siamo sempre al limite, ma è normale: non possiamo raccogliere più sangue di quello che serve perché altrimenti andrebbe buttato. Quindi serve molto equilibrio».
Una Novara in crescita e dai numeri forti
Ampliando il discorso, la provincia di Novara si rivela essere parecchio virtuosa per sangue raccolto negli ultimi anni. Il trend, infatti, è sempre stato a salire: «Negli ultimi dieci anni il numero di donazioni è continuamente aumentato. A livello provinciale viaggiamo in linea con i dati nazionali. Lo scorso anno, per esempio, abbiamo ottenuto un +2% rispetto alla media italiana», spiega Magnaghi.
E in effetti i numeri, in questo senso, sono piuttosto incoraggianti: «Nel 2025 abbiamo raccolto 15.997 sacche, delle quali 14.166 di sangue e con 939 donatori nuovi». C’è solamente un dato che, ancora, si può migliorare: «Negli ultimi quattro anni stiamo spingendo molto sulle donazioni di plasma, perché se per quanto riguarda il sangue in Italia siamo autosufficienti sotto quel punto di vista dobbiamo ancora ricorrere all’estero. Ma qui a Novara la situazione è migliorata non poco, e il trend è comunque in crescita».
La missione di Avis, però, non si ferma: «Rimane forte il nostro impegno nel trovare sempre nuovi giovani donatori. Quanto fatto in questi anni è stato importantissimo, e ne siamo molto soddisfatti. Ma se vogliamo continuare ad aumentare il livello servono i nuovi donatori, che possano anche prendere il posto di chi, per età o per complicazioni di salute, è magari costretto a smettere di donare. Un appello, quindi, si fa sempre, perché è doveroso e soddisfacente».








