Caldo record e città sempre più roventi: Novara Green chiede un piano straordinario per il verde

Il cambiamento climatico impone un cambio di passo anche nelle politiche urbanistiche. È il messaggio lanciato da Novara Green, che, alla luce dell’estate 2026 caratterizzata da temperature elevate e prolungate, invita l’amministrazione comunale ad avviare un confronto per trasformare il verde pubblico in una vera infrastruttura strategica contro le isole di calore.

Secondo l’associazione, gli alberi non possono più essere considerati soltanto un elemento di arredo urbano, ma devono diventare uno strumento essenziale per rendere la città più vivibile, mitigare gli effetti del caldo estremo e favorire una mobilità sostenibile.

«Quello che stiamo vivendo quest’anno dimostra che il cambiamento climatico non è più una previsione, ma una realtà con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno – afferma il presidente di Novara Green, Fabrizio Cerri –. Di fronte a estati che ormai si protraggono per mesi con temperature oltre i 36 gradi, il verde pubblico deve essere considerato un’infrastruttura primaria, esattamente come l’illuminazione o le reti dei servizi. Non possiamo più permetterci di affrontare il tema con interventi sporadici».

L’associazione riconosce positivamente il recente finanziamento regionale destinato alla piantumazione di nuove alberature in alcune vie del quartiere ovest, ma lo considera insufficiente rispetto alle esigenze della città.

«Negli ultimi anni – prosegue Cerri – si sono perse molte occasioni. Abbiamo realizzato piste ciclabili senza alberature, che d’estate diventano impraticabili, riqualificato scuole sacrificando gran parte del patrimonio arboreo e progettato spazi pubblici con una presenza di verde che riteniamo inadeguata. Se il Comune avesse destinato anche una quota minima dei consistenti avanzi di bilancio accumulati negli ultimi dieci anni alla forestazione urbana, oggi Novara sarebbe una città molto più fresca e vivibile».

Nel documento, Novara Green sostiene inoltre che il verde possa rappresentare anche un’opportunità economica, favorendo la frequentazione delle vie cittadine e sostenendo il commercio di prossimità.

Per questo l’associazione propone un piano strutturale di investimenti, il potenziamento degli uffici comunali che si occupano di progettazione del verde e una revisione dell’urbanistica cittadina ispirata a esperienze già avviate in altre città italiane ed europee, come Milano e Barcellona.

La proposta più immediata riguarda il Piano urbano della mobilità sostenibile (Pums): utilizzare le future “Zone 30”, in particolare nei quartieri residenziali e nelle aree vicine alle scuole, per realizzare corridoi verdi alberati in grado di collegare i quartieri al centro cittadino.

«Non vogliamo limitarci alla critica – conclude Cerri –. Ci mettiamo a completa disposizione dell’amministrazione per offrire idee e contributi progettuali. È il momento di passare dalle parole ai fatti: dieci anni fa parlavamo già di questi temi, oggi il tempo perso lo stiamo pagando tutti e la città non può più aspettare».

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore