FNS, archiviata la querela contro Binatti: «Nessuna diffamazione, ora mi aspetto delle scuse»

Si chiude con un’archiviazione il procedimento per diffamazione che vedeva indagato l’ex presidente della Provincia di Novara ed ex sindaco di Trecate, Federico Binatti, querelato da quattro consiglieri della Fondazione Novara Sviluppo – Roberto Franzo, Antonio Piciaccia, Simona Pruno e Giovanni Rizzo – in relazione ad alcune dichiarazioni rilasciate nel novembre 2024 durante il duro scontro istituzionale che aveva contrapposto Palazzo Natta e il consiglio di amministrazione della Fondazione.

Il pubblico ministero Silvia Baglivo aveva già chiesto l’archiviazione del procedimento. Ora il giudice per le indagini preliminari Roberta Gentile, dopo l’udienza dello scorso 27 marzo, ha disposto con provvedimento del 15 luglio l’archiviazione, ritenendo insussistente la condotta diffamatoria contestata.

La vicenda si inserisce nel lungo braccio di ferro che tra la fine del 2024 e l’inizio del 2025 aveva infiammato i rapporti tra la Provincia e la Fondazione Novara Sviluppo. Al centro dello scontro c’erano la nomina del nuovo presidente Edoardo Miccichè e il cosiddetto “vincolo di mandato” inserito nel decreto di nomina da Binatti, contestato dal consiglio di amministrazione della Fondazione, che aveva parlato di una violazione dell’autonomia dell’ente arrivando a impugnare il provvedimento e a investire della questione anche Anac e Corte dei Conti. Il confronto era poi degenerato in una serie di comunicati, denunce e controquerele tra le parti.

«L’ordinanza di oggi mi toglie un peso che ho sopportato con la certezza, oggi confermata, di essere innocente – dichiara Binatti – perché, per quanto possa apparire come qualcosa di meno grave rispetto a tante altre fattispecie, essere stato denunciato per aver rilasciato dichiarazioni assolutamente consone al mio ruolo di presidente della Provincia di Novara e nel supremo interesse della stessa e dei cittadini è stata per me fonte di grande turbamento. Proprio interpretando il mio ruolo di stimolo e controllo della Fondazione Novara Sviluppo avevo rilasciato dichiarazioni della cui liceità sono sempre stato certo e che confermerei anche adesso. Mi attendo delle scuse da parte di chi mi aveva querelato, persone a cui rivolgo, così come due anni fa, il mio invito a dedicare il proprio tempo al bene comune anziché, e lo aggiungo oggi a ragion veduta, in querele che, come si è visto, non avevano fondamento».

Soddisfazione viene espressa anche dal suo difensore, l’avvocato Alessandro Parino: «Il giudice ha steso un’ordinanza di archiviazione che ci trova assolutamente soddisfatti – afferma – perché non si è limitato a ratificare asetticamente la richiesta del pubblico ministero, ma ha aderito completamente alla nostra tesi difensiva, secondo cui le dichiarazioni di Federico Binatti erano pienamente lecite, corrette ed espresse con continenza, senza mai trascendere nella diffamazione. Ora, con la massima serenità, valuteremo se sporgere denuncia per calunnia, perché questa querela non aveva ragione d’essere, tanto più se proposta da persone che, per il ruolo istituzionale ricoperto, erano ben consapevoli della liceità delle affermazioni del mio assistito, che vede oggi restituiti il proprio onore e la bontà del suo operato».

Al momento non sono pervenute repliche da parte della Fondazione Novara Sviluppo o dei consiglieri che avevano presentato la querela.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore