Ponte Morandi, la famiglia Cecala di Oleggio in aula per la sentenza: «Nessuna condanna ce li restituirà»

C’erano anche i familiari di Cristian Cecala, Dawna e della piccola Crystal ieri nell’aula del tribunale di Genova, dove è stata letta la sentenza di primo grado del processo per il crollo del Ponte Morandi. Un procedimento durato quattro anni, scandito da 284 udienze, che ha portato davanti ai giudici 57 imputati per una delle più gravi tragedie della storia recente del Paese.

Tra il pubblico sedevano Antonio Cecala, fratello di Cristian, la mamma Amelia, la nuora Roy e la nipote Jessica. Antonio ha seguito la lettura del dispositivo indossando una maglietta con stampati i volti del fratello, della cognata e della nipotina, morti nel crollo del viadotto il 14 agosto 2018.

«Qualunque sentenza non ce li restituirà – ha dichiarato Antonio ai giornalisti presenti in aula – ma io li porto sempre con me», ha detto indicando la maglietta che lo ha accompagnato durante tutta l’udienza.

Quella mattina di agosto Cristian, Dawna e la piccola Crystal erano partiti da Oleggio diretti all’Isola d’Elba per trascorrere qualche giorno di vacanza e festeggiare i loro compleanni. Il loro viaggio si interruppe alle 11.36, quando il Ponte Morandi collassò, provocando la morte di 43 persone.

La Corte ha emesso le prime condanne nei confronti degli ex vertici di Autostrade per l’Italia e di Spea. La pena più alta è stata inflitta all’ex amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci, condannato a 12 anni di reclusione. Condannati anche Michele Donferri Mitelli a 11 anni, Paolo Berti a 5 anni e 6 mesi e Antonino Galatà a 5 anni e 6 mesi, insieme ad altri imputati ritenuti responsabili a vario titolo della gestione e della manutenzione dell’infrastruttura.

Per i familiari delle vittime, però, il verdetto rappresenta soltanto un passaggio giudiziario. Nessuna decisione del tribunale potrà cancellare il vuoto lasciato da quella tragedia. Otto anni dopo, il dolore di chi ha perso i propri cari continua ad accompagnare ogni udienza, ogni anniversario e ogni nuova pagina di una vicenda destinata a restare impressa nella memoria del Paese.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore