L’ex maresciallo in divisa per Vannacci chiede scusa all’Arma: «È stata una leggerezza»

Fa un passo indietro Benito Gentile, maresciallo capo dei Carabinieri in quiescenza, finito al centro delle polemiche dopo aver annunciato sui social la nascita del comitato costituente “Futuro Nazionale – Galliate 1656” a sostegno del movimento del generale Roberto Vannacci utilizzando un’immagine – realizzata con l’intelligenza artificiale – che lo ritraeva in uniforme.

Dopo le contestazioni e la successiva sostituzione della fotografia con una versione praticamente identica in abiti civili, Gentile è tornato sui social con un messaggio di scuse rivolto all’Arma dei Carabinieri e ai cittadini: «Quella divisa che mi ritrae durante il giuramento da maresciallo, risalente a otto anni fa – scrive – era stata pubblicata da me, con ingenuo orgoglio per il mio trascorso nell’Arma, ma è stata subito sostituita con una mia immagine in abiti civili. Resto comunque orgoglioso di essere appartenuto all’Arma dei Carabinieri e lo sarò sempre».

L’ex sottufficiale riconosce quindi l’errore commesso. «Chiedo scusa all’Arma dei Carabinieri per la mia leggerezza, che ha dato adito a false e colorite insinuazioni sulla presunta volontà di coinvolgerla. Chiedo scusa anche ai cittadini che si sono sentiti infastiditi e a coloro che hanno trasformato questa vicenda in un caso politico al quale, a mio avviso, si sta dando fin troppa visibilità».

Gentile ribadisce però la propria scelta politica: «Sono semplicemente il referente del partito che promuove le idee e il pensiero del generale Vannacci a Galliate, paese in cui risiedo da 34 anni. Ho sempre rispettato tutte le amministrazioni comunali che si sono succedute nel tempo e continuerò a farlo».

La vicenda era esplosa dopo la pubblicazione del primo post con l’immagine in uniforme, poi rimossa e sostituita con una versione in abiti civili, lasciando invariato il testo dell’annuncio. Una scelta che aveva provocato la presa di posizione congiunta di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Galliate Futura, che avevano chiesto verifiche sulla compatibilità dell’utilizzo della divisa – o della sua rappresentazione – in un messaggio di propaganda politica.

Le scuse di Gentile sembrano ora riconoscere, almeno sul piano personale, l’inopportunità di quella prima pubblicazione.

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Immagine di Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di direttore