Un episodio violento e concitato quello dello scorso 3 maggio in un bar di Vespolate. L’uomo aveva litigato con un’amica che era assieme a lui, poi, in preda a un raptus, aveva spaccato una bottiglia sul bancone e minacciato il titolare: «Voglio i soldi. Ti ammazzo». Erano dovuti intervenire i carabinieri che l’avevano bloccato poco distante dal locale, mentre cercava di allontanarsi portandosi dietro il registratore di cassa.
Processato per direttissima con l’accusa di rapina H.A.O.T., 28enne residente a Borgolavezzaro ora in carcere a Novara, è stato condannato a 3 anni e 4 mesi di reclusione con giudizio abbreviato. Si uniscono ai 2 anni rimediati poco tempo fa in tribunale a Torino per un analogo episodio commesso nel capoluogo regionale.
Il giorno dei fatti il giovane si è presentato una prima volta al bar di Vespolate, sulla via principale del paese, consumando birra in compagnia di una conoscente. E’ poi tornato una seconda volta dopo un paio d’ore, e la situazione è subito degenerata: ha infatti cominciato a insultare l’amica, pretendendo che gli consegnasse del denaro, poi è andato al frigo delle bevande, l’ha aperto, e ha preso una bottiglia di birra. Incurante della ragazza che cercava in tutti i modi di farlo calmare, si è diretto al bancone e ha minacciato di morte il barista brandendo la bottiglia che aveva appena spaccato.
Non riuscendo ad aprire il registratore di cassa, lo ha preso ed è uscito dal bar. Il gestore ha chiamato il 112: nel giro di pochi minuti sono arrivate pattuglie dalla stazione di Vespolate e dal Nucleo radiomobile di Novara. I militari sono riusciti a rintracciare il rapinatore poco distante; fra l’altro il ventottenne, fra i due ingressi nel locale, si era recato in caserma a firmare, essendo sottoposto a misura cautelare per il precedente arresto per rapina impropria e resistenza a pubblico ufficiale, avvenuto qualche giorno prima, lo scorso 28 aprile, a Torino.








