Stare vicino alle persone malate o nel finale della loro vita, contribuendo a rendere la malattia più tollerabile e aiutando chi soffre a sentirsi meno soli. Da anni sono questi gli obiettivi di IdeaInsieme, associazione nata per sostenere il servizio di cure palliative dell’ospedale Maggiore di Novara, che ora lancia un nuovo progetto. Si tratta di Novara Insieme – città compassionevole, che mira a trasformare la città di Novara in una comunità capace di accogliere chi soffre.
«Si tratta di un progetto semplice, ma molto ambizioso – ha esordito Teresa Armienti, assessora alle Politiche Sociali, nel corso della presentazione – che vuole dare una mano ed essere vicino alle persone negli ultimi momenti della loro vita. Penso sia un modello molto significativo, che richiama quel senso di comunità e di vicinanza ai malati che al giorno d’oggi, in una società sempre più individualista, si è perso».
Dello stesso parere anche Davide Maggi, presidente della Fondazione Comunità Novarese: «Si tratta di una fondazione molto importante, perché da anni lavora vicino alla comunità con un grande senso di compassione, di condivisione del dolore altrui. Il fatto che sia nata questa iniziativa con un nome così evocativo rappresenta bene i valori che vuole condividere. Purtroppo, al giorno d’oggi, si fa sempre più fatica a condividere dei pezzi di strada: la speranza è che questo progetto possa invertire, almeno in parte, la rotta».
«Qui si vuole andare avanti cercando un’azione unitaria e comunitaria – ha aggiunto Daniele Giaime, vicepresidente CSV Novara -. Questo progetto prevede un’azione condivisa, una presa in carico della problematica della compassione a livello cittadino, seguendo altri modelli. Si tratta di un impegno molto importante e fondamentale: l’accompagnare una persona con problemi oncologici a fine vita diventa un’azione dal grande valore anche per la città e per l’amministrazione. Con una cultura diffusa della compassione cercheremo di fare proprio questo: sensibilizzare, puntando sempre sul lavoro di squadra e sul lavoro condiviso. Questo deve essere un progetto di tutti, di tutta la città e di tutta la nostra società».
Il progetto “Novara Insieme – città compassionevole”
È stata Margherita Zanetta, presidente di IdeaInsieme odv-ets, a presentare questo nuovo progetto: «Abbiamo l’ambizione di creare possibilità di sostegno alle persone che più ne hanno necessità in determinati momenti della loro vita. Collaboriamo già da moltissimi anni con l’unità cure palliative dell’ospedale Maggiore e Asl di Novara, e quindi veniamo spesso in contatto con situazioni di solitudine e fragilità. Abbiamo già toccato con mano, nei mesi scorsi, come sia possibile trovare soluzioni facendo rete tra realtà e associazioni diverse: questo ci ha rafforzato nell’idea di proseguire in questo nostro progetto».
Tra gli obiettivi quello di informare la comunità delle possibilità di aiuto, mentre è stata inoltrata la candidatura di Novara come città compassionevole da parte del network internazionale di phpci.org. Il progetto è stato inoltre presentato a Torino in un incontro di condivisione tra le città compassionevoli italiane, e sarà ulteriormente pubblicizzato a novembre 2026, nel corso del congresso nazionale della Società italiana di cure palliative.
«Siamo molto felici di sentire al nostro fianco la presenza del Comune di Novara – ha concluso Zanetta – e delle associazioni che ci stanno vicino: la fondazione De Agostini, la Comunità del Novarese e Banco Popolare di Novara, oltre alla Caritas diocesana. Un ringraziamento anche all’ing. Scarpetta e al dott. Penna, direttori generali dell’Ospedale Maggiore dell’Asl di Novara».
Sul tema dell’informazione relativa ai servizi del progetto si è espressa anche Elvira Catania, direttrice del reparto di Cure palliative dell’ospedale Maggiore: «Ci siamo posti anche un altro problema, ovvero che la gente, spesso, non sa di avere la possibilità di accedere a servizi come questo. Il compito di questo progetto dovrà essere anche questo: far capire a chi ha bisogno che le cure ci sono, e che sono accessibili a tutti».
A chiudere l’intervento del project leader di “Novara insieme – città compassionevole”, Simone Piazza: «C’è un dato che mi ha colpito, ovvero che solamente una piccola parte dei problemi relativi alla malattia si manifestano all’interno delle strutture ospedaliere. Questo perché la malattia si manifesta nella vita di tutti i giorni, al di fuori, e fa capire come spesso ci siano grandi difficoltà per chi vive situazioni difficili. Noi vogliamo far sì che non ci sia una “città dei sani” e una “città dei malati”: vogliamo che ci sia una “città di tutti”, in cui tutti possono attraversare diverse situazioni, anche di difficoltà, con una comunità pronta ad accogliere queste necessità».








