Un Primo Maggio che guarda ai conflitti globali ma che tiene i piedi ben piantati sulle emergenze del territorio. La manifestazione sindacale andata in scena venerdì 1 maggio a Novara ha visto alternarsi sul palco voci diverse, ma unite da un unico filo conduttore: la difesa della dignità del lavoro e dello stato sociale.
Il monito della CGIL: «Basta riarmo, il lavoro non è dignitoso»
A tracciare il quadro generale è stato Michele Piffero, segretario generale della CGIL Novara e Vco. Il suo intervento si è aperto con un forte appello pacifista, esprimendo sdegno e protesta per la situazione internazionale e per la flottiglia a sostegno del popolo palestinese. «Dobbiamo fermare questa spirale – ha avvertito Piffero –. Ogni euro speso per il riarmo è un euro sottratto ai servizi pubblici. I lavoratori non possono essere considerati carne da cannone quando c’è la guerra e sfruttati quando siamo in pace».
Il leader della CGIL ha poi puntato il dito contro i problemi reali delle persone: «Non è dignitoso un lavoro a chiamata, privo di sicurezza e che non permette di arrivare a fine mese. E c’è persino chi, pur lavorando, resta povero». Piffero ha ricordato la fuga dei giovani (800 cittadini lasciano ogni anno la provincia novarese), il divario di genere (con le donne penalizzate da salari inferiori del 25%) e la precarietà del sistema scolastico. Un passaggio obbligato e carico di solidarietà è stato dedicato ai lavoratori della Alexander McQueen, promettendo il massimo impegno per salvare i loro posti di lavoro. Infine, un monito sull’intelligenza artificiale: «Avanza e impatta sui modelli di impresa. Può essere un’opportunità, ma se non viene governata rischiamo di perdere diritti. La tecnologia non è neutra, dipende da chi la comanda».
La sanità in affanno: «Al Maggiore mancano 100 infermieri»
A dare voce al settore pubblico è stato Manfredi Romano (FP Cgil), lavoratore dell’ospedale. Il suo è stato un vero e proprio grido d’allarme: «All’ospedale Maggiore mancano almeno 100 infermieri. E la situazione non potrà che peggiorare: altri colleghi fuggiranno da un sistema che non li valorizza». Romano ha sottolineato come le nuove, eventuali assunzioni non basteranno a colmare il vuoto lasciato dagli esperti, costringendo i giovani a riempire le carenze da soli. «E fuori dagli ospedali non va meglio – ha incalzato –. A cosa sono serviti i soldi del PNRR? Le Case di Comunità, le COT, la digitalizzazione… a che punto siamo?».
La storica voce del rider: «I diritti non si consegnano a domicilio»
Uno dei momenti più toccanti della mattinata è stato l’intervento di Umberto Vici, un fattorino per le consegne a domicilio. «Per me è emozionante, è la prima volta di un rider su un palco del Primo Maggio», ha esordito. «Ho 45 anni, faccio questo lavoro da 10 e ci copro le mie spese. Ma i diritti non si consegnano a domicilio, si costruiscono insieme. Vogliamo un contratto vero e dignitoso».
Il quadro internazionale e la difesa dell’Europa
A chiudere gli interventi è stato Luca Caretti (segretario regionale CISL), che ha allargato nuovamente l’orizzonte alla geopolitica, ricordando come vi siano 56 conflitti aperti nel mondo e di come i sindacati siano da sempre schierati con i popoli oppressi, «coloro che più di altri pagano il costo delle guerre, insieme agli insostenibili costi del gas e del carrello della spesa».
Caretti ha poi lanciato una dura invettiva contro i sovranismi e i nazionalismi, definiti «prodotti tossici che l’Occidente sta provando sulla propria pelle». Parole pesanti sono state rivolte anche alle dinamiche politiche statunitensi e all’era Trump, accusata di aver sdoganato guerre dei dazi e destabilizzato l’equilibrio mondiale, «un’era iniziata con l’invasione di Capitol Hill». La conclusione è stata un appello a rimettere al centro delle strategie sindacali un’Europa politica che riscopra i veri valori occidentali e la centralità della persona: «L’Europa sarà sociale o non sarà. Serve una deroga europea per le spese sociali, non solo per le armi».






