Il nuovo retail park all’ex Macello divide gli ambulanti di piazza Pasteur: speranza o condanna?

L’avvio dei cantieri per il nuovo, grande polo commerciale nell’area dell’ex Macello Civico accende i riflettori sui vicini di casa: gli storici ambulanti del mercato di piazza Pasteur. L’arrivo di un superstore Coop di 4.000 metri quadri a pochi metri di distanza dai loro banchi rappresenta un bivio fondamentale. Sarà il colpo di grazia o un’opportunità di rilancio? Tra i mercatali (attualmente ridotti a uno zoccolo duro di 5/6 postazioni fisse) i sentimenti sono contrastanti.

I timori: «Il supermercato ci porterà via la clientela»

Non tutti riescono a guardare con ottimismo alla nuova cattedrale del commercio in costruzione. Lorenzo Pessione, uno dei venditori storici della piazza, esprime tutta la sua preoccupazione, forte di decenni passati dietro al banco: «Il mercato sta scomparendo giorno dopo giorno in tutte le città, eppure questo di piazza Pasteur era un tempo il secondo mercato di Novara per qualità di vendita e commercio. Nella mia esperienza, ho visto che ogni supermercato che nasce porta fisiologicamente via la gente dai nostri banchi. Le spese generali aumentano e le possibilità per la gente di comprare si riducono sempre di più».

La speranza: «Non saremo più una cattedrale nel deserto»

A gettare acqua sul fuoco, provando a cogliere i lati positivi della trasformazione urbanistica, è il presidente dei mercatali dell’area, Mattia Barile. La sua linea è quella del pragmatismo: la concorrenza arriverà, ma potrebbe portare con sé un indotto fino ad oggi insperato.

«Dobbiamo cercare di essere positivi – ha commentato Barile –. Speriamo davvero che questo nuovo polo commerciale porti nuova gente in zona, anche perché siamo onesti: noi siamo inermi e non avremmo comunque la forza di contrastare la grande distribuzione. Attualmente siamo come una cattedrale nel deserto: se non c’è nulla attorno a noi, il cliente deve prendere la macchina e venire qui apposta. Ora speriamo che il nuovo retail park ravvivi l’intera zona. Se ci sarà passaggio, potremo anche valutare di cambiare la nostra offerta per intercettare i nuovi clienti».

Un ottimismo condiviso anche dal sindaco Alessandro Canelli, che a margine dell’inaugurazione del cantiere ha voluto rassicurare la categoria: «Il vicino mercato trarrà sicuramente vantaggio dal ripopolamento dell’area, beneficerà del nuovo flusso di persone». La vera risposta, in ogni caso, arriverà solo a fine 2027, quando i cantieri si chiuderanno e i clienti decideranno dove riempire il proprio carrello.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.