Aveva allestito una vera e propria piantagione direttamente tra le mura domestiche, curando ogni dettaglio per favorire la crescita delle piante di cannabis lontano da occhi indiscreti. Il piano illecito è stato però interrotto dai Carabinieri di Arona e di Orta San Giulio, che hanno arrestato in flagranza di reato un uomo di 67 anni residente in paese.
I controlli nell’Alto Vergante
Il blitz, scattato nella giornata di oggi, 24 aprile, si inserisce nel più ampio e costante quadro dei servizi di controllo del territorio e di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti condotti dalle forze dell’ordine in tutta l’area dell’Alto Vergante. I sospetti dei militari si sono concentrati sull’abitazione del sessantasetteenne, facendo scattare una mirata perquisizione domiciliare che ha dato esito pienamente positivo.
La serra isolata e i sequestri
Una volta all’interno dell’abitazione, i Carabinieri si sono trovati di fronte a una serra artigianale appositamente strutturata. Lo spazio era stato meticolosamente isolato tramite l’installazione di pannelli specifici e dotato di un sistema di aerazione dedicato per garantire il microclima ideale alla coltivazione.
All’interno dei locali, gli investigatori hanno individuato ben 95 vasi di varie dimensioni che contenevano ancora i residui delle piante di marijuana, segno che la raccolta del raccolto illecito era verosimilmente già avvenuta. A confermare l’ipotesi è stato il ritrovamento del prodotto finito: nel corso dell’operazione di polizia giudiziaria sono stati infatti sequestrati complessivamente 436 grammi di marijuana già essiccata e ritenuta pronta per il consumo e per lo spaccio sulla piazza locale. A questo si aggiungono 245 grammi di semi, pronti probabilmente per avviare un nuovo ciclo di coltivazione.
Scattano gli arresti domiciliari
L’uomo è stato immediatamente fermato con la pesante accusa di coltivazione e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Al termine di tutte le operazioni di rito, su disposizione della competente autorità giudiziaria, l’indagato è stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari, in attesa dei successivi sviluppi processuali.







