Il campo di via Spreafico si trasforma in un ring: AN bracca De Grandis, le minoranze ne chiedono la sfiducia

Se qualcuno pensava che la recente scissione all’interno del centrodestra novarese si sarebbe consumata sottotraccia, il consiglio comunale di questa mattina ha spazzato via ogni illusione. I banchi di Palazzo Cabrino si sono trasformati nel palcoscenico di una vera e propria resa dei conti tra i “ribelli” di Alleanza Novarese e i vertici di Fratelli d’Italia. Un fuoco incrociato che ha finito per servire un assist d’oro alle opposizioni, pronte ora a chiedere formalmente la “testa” del vicesindaco e assessore allo Sport, Ivan De Grandis.

L’agguato sul regolamento e la “grana” del nome

Le ostilità si sono aperte subito, ancor prima di entrare nel vivo dell’ordine del giorno. Dopo la presa d’atto della costituzione del nuovo gruppo, a tentare una prima mossa di disturbo è stato Franco Caressa, capogruppo di Fratelli d’Italia. Rivendicando correttezza istituzionale, Caressa ha fatto mettere a verbale che la dicitura “Alleanza Novarese” appartiene in realtà a un’associazione politico-culturale sorta nel 2016 e tuttora esistente (di cui lui stesso fa parte), consegnando l’atto costitutivo per chiedere chiarezza e sollevare dubbi sulla legittimità del nome scelto dal neonato gruppo consiliare.

Ma la vera spallata è arrivata pochi minuti dopo. Il neo capogruppo di AN, Michele Ragno (in foto), ha preso la parola per presentare una mozione d’ordine dal sapore dell’agguato: chiedere di dare priorità assoluta all’interrogazione sui lavori del campo da baseball di via Spreafico. Il bersaglio? L’assessore De Grandis. Ragno ha ricordato come, durante la commissione del 12 marzo, il vicesindaco si fosse trincerato dietro il silenzio, derubricando le domande dei commissari a semplici provocazioni. «Non è nelle prerogative dell’assessore la facoltà di non rispondere», ha tuonato Ragno. La tensione ha costretto a una sospensione per riunire i capigruppo. Il risultato? Interrogazione anticipata e De Grandis costretto a relazionare immediatamente.

L’interrogazione, il lapsus e la difesa del vicesindaco

A leggere il testo dell’interrogazione è stato Maurizio Nieli, incappando in un lapsus iniziale in cui ha ribattezzato il proprio gruppo «Futuro Novarese» (un’anticipazione dell’avvicinamento al generale Vannacci?), per poi affondare il colpo. Nel documento si chiedeva conto a De Grandis delle sue responsabilità di controllo politico-amministrativo, e di eventuali sopralluoghi sul cantiere, di incontri con il direttore dei lavori e di rapporti con le ditte esecutrici.

La difesa di De Grandis è stata prettamente tecnica, ancorata al principio di separazione tra indirizzo politico e gestione amministrativa. Il vicesindaco ha negato di aver «intrattenuto rapporti diretti formalizzati con le aziende», ribadendo che «tali interlocuzioni spettano unicamente alla struttura gestionale». Ma è sul piano politico che De Grandis ha contrattaccato, accusando apertamente gli ex compagni di partito di strumentalizzazione. «Non fuggo dal dibattito e non mi sono mai sottratto – ha affermato piccato – ma sentire qualcuno impartire lezioni dall’alto del maggior numero di assenze in commissione mi sembra paradossale. Bisogna sempre essere presenti se si vogliono delle risposte, non si partecipa alle commissioni in base alle emozioni del momento».

Una stilettata a cui ha replicato a stretto giro Mauro Gigantino (AN). Giustificando le proprie assenze con la volontà di partecipare solo quando in grado di dare un apporto utile, Gigantino ha dipinto un quadro impietoso dell’operato dell’assessore: «Sinceramente, mi sembra assurdo che si arrivi alla fine di un progetto e non si sappia cosa è successo. L’assessore è come un comandante che non si interessa dell’esito finale della battaglia e, se l’altro esercito contrattacca, non fa nessuna mossa dicendo che i suoi soldati hanno combattuto male».

Il colpo di scena: il centrosinistra chiede la revoca delle deleghe

Mentre la destra consumava il suo dramma familiare, il centrosinistra non è rimasto a guardare. Terminata la seduta, i gruppi consiliari di Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Insieme per Novara hanno diramato un comunicato congiunto, annunciando un cambio di strategia.

«Il tono e il vuoto della risposta che l’assessore De Grandis ha mostrato impongono una risposta politica urgente», si legge nella nota delle minoranze accusando il vicesindaco di aver «sbeffeggiato gli interroganti», senza entrare nel merito delle responsabilità per uno scempio costato fior di denari pubblici, l’opposizione ha deciso di calare l’asso. Il M5S ha formalmente congelato la mozione di sfiducia che pendeva sulla testa dell’assessore Rocco Zoccali, ritenendo prioritario intervenire su una situazione ben più grave. Nelle prossime ore verrà infatti depositata una mozione urgente per chiedere al sindaco Alessandro Canelli di revocare le deleghe a De Grandis, appellandosi all’articolo 22 dello statuto comunale.

L’appuntamento è ora fissato per il consiglio di lunedì. La vera incognita, che toglie il sonno alla maggioranza, è la modalità di votazione: se dovesse passare la linea dello scrutinio segreto, i franchi tiratori potrebbero trasformare la seduta nel colpo di grazia per l’assessore e vice sindaco di Fdi.

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Immagine di Luca Galuppini

Luca Galuppini

25 anni, laureato con lode in Politics, Philosophy and Public Affairs all'Università degli Studi di Milano, lavora come addetto stampa.