Prodotti alimentari contraffatti rivenduti all’estero: tre condanne ma il capo è latitante

Il gruppo aveva commercializzato prodotti alimentari e per la casa già scaduti o vicini alla scadenza, acquistati anche da note aziende italiane e reimmessi nel mercato grazie a etichette o confezioni contraffatte nelle informazioni e nelle scadenze. Ma il presunto capo non si trova: forse è all’estero, e non si è riusciti a notificargli gli atti relativi all’udienza. Questo il motivo per cui il tribunale di Novara ha dichiarato il «non doversi procedere», per mancata conoscenza del processo (in base alle più recenti riforme), nei confronti dell’imprenditore P.B.L., titolare dell’omonima impresa di commercio all’ingrosso di Granozzo.

Era considerato il personaggio di spicco dell’inchiesta conclusa dai carabinieri del Nas di Torino e dai finanzieri di Novara, coordinati da Europol, per il reato di associazione per delinquere finalizzata alla ricettazione e alla contraffazione alimentare. E’ stato invece condannato a 1 anno e 4 mesi di reclusione con la condizionale, per ricettazione, l’imprenditore D.C., di Turbigo, legale rappresentante di una società di commercio all’ingrosso, assolto invece dall’accusa di frode, mentre hanno patteggiato M.P., amministratore unico di una ditta operante nel settore della selezione conto terzi di prodotti imballati, a 1 anno e 7 mesi di reclusione, e A.Z., abitante a Granozzo e dipendente della ditta all’ingrosso del latitante, a 8 mesi e 20 giorni di reclusione. Un quinto imputato, titolare di una rivendita novarese di frutta e verdura, era già stato giudicato separatamente in fase di indagine.

Si tratta di fatti venuti alla luce nel marzo 2022, quando in una rivendita alimentare della Bassa Novarese il Nas aveva sequestrato chili di prodotti dolciari ritenuti potenzialmente pericolosi per la salute, sprovvisti di documentazione commerciale e con una data di scadenza falsificata. La merce proveniva dall’azienda di P.B.L., nei cui confronti iniziò attività di monitoraggio.

A Granozzo vennero così sequestrate diverse tonnellate di alimenti, per un valore di circa 1 milione di euro, già rietichettati e pronti alla vendita nonostante fossero scaduti. Alcuni di questi prodotti avevano già raggiunto scaffali di paesi europei come Francia e Germania.

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