Paradigma. Rinascita. Responsabilità. Sono le parole che Rosa Criscuolo ha ripetuto più volte ieri sera, presentandosi ufficialmente alla città come candidata sindaco con il simbolo civico “Trecate che vogliamo”. Una investitura pubblica che arriva dopo mesi di manovre e attese nel centrodestra e che segna una frattura ormai conclamata con il suo ex partito di riferimento, Fratelli d’Italia.
L’operazione politica è chiara: dichiararsi indipendente ma nell’area del centrodestra, rivendicare una rottura con le logiche di partito e proporsi come unica alternativa credibile alla sinistra. Ma l’immagine della “discontinuità” si intreccia inevitabilmente con un passato amministrativo che la vede protagonista negli ultimi quattro anni al fianco di Federico Binatti, ex sindaco, oggi candidato in lista con lei.
La platea e i volti noti (e meno noti)
Alla presentazione non sono mancati alcuni volti già conosciuti della politica locale, accanto a figure nuove per la scena pubblica. Tra gli ex amministratori e consiglieri presenti: Lorenzo Volontè (già Forza Italia), Pino Acciardi, Michele Musone e Vincenzo Salerno, tutti ex consiglieri durante l’era Binatti; Giorgio Ingold, ex presidente del Consiglio comunale oggi tesserato nell’area di Vannacci; e Tiziana Napoli, ex assessora nominata da Binatti a spese di Antonio Baraggini.
Una squadra che mescola continuità e ricollocazioni, mentre Criscuolo rivendica un progetto che vuole superare personalismi e vecchie dinamiche.
«Siamo l’unica destra»
Il cuore del discorso è stato senza sfumature. «Se volete salvare Trecate dalla sinistra, l’unica risposta credibile è Criscuolo», ha detto. Una linea che punta a polarizzare lo scontro con il candidato del centrosinistra Raffaele Sacco e che al tempo stesso chiude ogni spazio al centrodestra ufficiale: «Siamo al 3 marzo e finora ho solo sentito parlare di veti e personalismi, nessuno nella coalizione che abbia portato un programma».
L’affondo è diretto anche verso chi, nel centrodestra, sta costruendo una candidatura alternativa. Criscuolo mette, infatti, in dubbio la credibilità di Roberto Minera (candidato sostenuto da Forza Itaia, ndr) e ricorda che attorno a lui gravitano alcuni dei firmatari che hanno contribuito alla caduta dell’amministrazione Zanotti prima e Binatti dopo. «Non hanno ancora un programma – ha attaccato – sembrano uniti solo dall’ostilità verso una persona, non da un progetto per la città».
Il cambio di paradigma
Il termine “paradigma” ritorna come parola-chiave. Per la candidata, Trecate è stata messa in ginocchio da logiche di partito, litigi interni, incapacità di fare sintesi. «Da novembre si parla solo di veti e accordi, mai di programmi», ha detto.
Eppure, il “paradosso politico” è evidente: Criscuolo è stata parte integrante di quell’esperienza amministrativa che oggi indica come esempio di ciò che non deve più accadere. Per anni fedelissima di Binatti, per otto mesi presenza costante ai gazebo di Fratelli d’Italia, oggi sceglie la via civica dopo non essere stata indicata come candidata unitaria della coalizione.
«La mia tessera oggi è quella dei cittadini», ha dichiarato, provando a trasformare una mancata investitura di partito in una scelta identitaria. Eppure la candidata insiste su un punto: non si tratta di un’operazione tattica, ma di una decisione maturata nel tempo. «Sembrava improvvisa, ma è stata pensata. La città non poteva più aspettare. Chi vuole fare deve assumersi responsabilità».
Parla di «politica buona e vera», di presenza tra la gente, di confronto sui problemi concreti. Promette un patto di governo con la squadra, senza promesse di ruoli o incarichi: «L’unico padrone a cui dobbiamo rispondere è la città».
Accusa i partiti di aver fallito due volte – con le amministrazioni Zanotti e Binatti, appunto. «I partiti devono scegliere le persone per competenza, non per equilibri interni».
La rottura con il centrodestra ufficiale
La questione Trecate è finita sui tavoli regionali e nazionali, segno – secondo Criscuolo – dell’incapacità dei riferimenti territoriali di trovare una sintesi. «Non è giusto che il candidato sindaco non venga scelto dai trecatesi», ha aggiunto Binatti, intervenendo a sostegno della candidata.
Criscuolo, intanto, alza il livello dello scontro e chiude la porta a compromessi: «Non siamo disposti a scendere a nessun accordo al ribasso, nemmeno in caso di ballottaggio».
La sfida
La sua candidatura è insieme una sfida alla sinistra e una resa dei conti dentro il centrodestra. Si presenta come unica alternativa, come argine a una “visione ideologica” che definisce distante dalla città. Ma la partita resta complessa: la frammentazione dell’area di riferimento potrebbe trasformare la sua operazione in un rischio calcolato.
Il paradigma, parola che lei stessa ha scelto come simbolo, non riguarda solo Trecate. Riguarda anche il suo percorso politico: da punto di riferimento locale per il Fdi a candidata civica contro il partito. Nonostante assicuri: «La mia candidatura non è contro qualcuno ma per Trecate».







