«Scoppio del pozzo di petrolio, vogliamo la verità»: dopo 27 anni nasce un comitato dedicato

“La verifica delle cause conseguenziali all’eruzione del pozzo Tr24 e delle cause di malattie oncologiche e altre patologie insorte a seguito dell’inquinamento dovuto alla stessa eruzione e relativa bonifica allo scopo di salvaguardare la salute dei cittadini, attraverso attività ritenute utili agli scopi del Comitato”.

Si legge così nel documento che certifica la nascita di “Tr24-1994”, il comitato spontaneo per le vittime dello scoppio del pozzo di petrolio a San Martino di Trecate lo scorso 28 febbraio 1994. Ideatori del progetto e presidente e vice sono il cavaliere maresciallo Salvatore Varisco e Lorenzo Volontè, attualmente in minoranza in consiglio comunale. «A nostro parere questo evento non ha avuto il giusto peso nelle vite di tutti noi, – ha spiegato Volonté in conferenza stampa venerdì 26 febbraio – tutti siamo vittime di ciò che è successo perché stiamo ancora pagandone le conseguenze». Il Comitato nasce con l’obiettivo di «capire le cause, le malattie oncologiche da quella data, se la bonifica del territorio annunciata è stata compiuta e se il territorio ora è in salute» hanno detto entrambi.

Varisco, allora maresciallo di Trecate, ricorda in ogni dettaglio quel 28 febbraio: «L’orario dello scoppio del pozzo è attestato alle 15, ma dalle 13.30 ci siamo mossi per segnalazione di una residente, – ha spiegato – non è mai successo che ci fosse un incidente petrolifero in un centro abitato, è stato un grave disastro mondiale, ma mancano tante risposte».

Già 30 persone si sono avvicinate al Comitato, altre 70 sono in fase di valutazione. «In futuro? Saremo lieti di poter presentare questo nostro progetto a chi desidera diventare primo cittadino, crediamo sia un aspetto di cui si debba tenere per forza conto».

 

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