
Fara Novarese, condannato a 3 anni il truffatore smascherato da una coppia di novantenni
Un tentativo di truffa fallito quello avvenuto lo scorso dicembre a Fara, che però si era trasformato in un vero e proprio furto in abitazione:

Un tentativo di truffa fallito quello avvenuto lo scorso dicembre a Fara, che però si era trasformato in un vero e proprio furto in abitazione:

Dieci anni di reclusione: è la condanna inflitta ieri pomeriggio (giovedì) in tribunale a G.P., il cinquantenne senza fissa dimora ritenuto responsabile del brutale pestaggio

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto

Assolti per non aver commesso il fatto: non c’è prova per dire che siano stati loro a organizzare e commettere l’omicidio del pusher nei boschi

Rigettata la tesi della legittima difesa, resta aperta l’ipotesi di ricorso in Cassazione

Secondo gli investigatori, l’uomo faceva parte del «livello superiore», quello dislocato in Calabria: «E’ trattato da tutti gli altri indagati con grandissima deferenza». Era considerato

Così ritiene la Corte d’Assise di Novara che questa mattina (lunedì 19), dopo due ore di camera di consiglio

Era a processo nell’ambito dell’operazione «Mensa dei poveri», una maxi inchiesta della Dda su un presunto sistema di malaffare fra Lombardia e Piemonte

G.A., 55 anni, era accusato di maltrattamenti in famiglia, minacce, e violenza sessuale

Il 43enne aveva percorso quasi 370 chilometri ma i suoi spostamenti erano stati monitorati dai carabinieri

Un tentativo di truffa fallito quello avvenuto lo scorso dicembre a Fara, che però si era trasformato in un vero e proprio furto in abitazione: il truffatore era stato smascherato dalla coppia di anziani presi di mira con la tecnica del finto carabiniere incaricato di controlli ma prima di andarsene

Dieci anni di reclusione: è la condanna inflitta ieri pomeriggio (giovedì) in tribunale a G.P., il cinquantenne senza fissa dimora ritenuto responsabile del brutale pestaggio avvenuto lo scorso 24 marzo all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. E’ stato giudicato con rito

La procura di Novara ha chiesto il rinvio a giudizio di G.P., senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine ritenuto responsabile del pestaggio avvenuto il 24 marzo dello scorso anno all’interno di una palazzina dell’ex caserma Passalacqua di viale Ferrucci, ai danni di un clochard. Gli viene contestato il

Assolti per non aver commesso il fatto: non c’è prova per dire che siano stati loro a organizzare e commettere l’omicidio del pusher nei boschi dello spaccio a Oleggio. Ieri sera, 6 febbraio, la Corte d’Assise di Novara, al termine di una camera di consiglio di alcune ore, ha escluso

Rigettata la tesi della legittima difesa, resta aperta l’ipotesi di ricorso in Cassazione

Secondo gli investigatori, l’uomo faceva parte del «livello superiore», quello dislocato in Calabria: «E’ trattato da tutti gli altri indagati con grandissima deferenza». Era considerato vicino a quel gruppo di calabresi che, avendo fiutato i lucrosi guadagni nascosti dentro le ecoballe, avevano scelto di puntare in maniera decisa su questo

Così ritiene la Corte d’Assise di Novara che questa mattina (lunedì 19), dopo due ore di camera di consiglio

Era a processo nell’ambito dell’operazione «Mensa dei poveri», una maxi inchiesta della Dda su un presunto sistema di malaffare fra Lombardia e Piemonte

G.A., 55 anni, era accusato di maltrattamenti in famiglia, minacce, e violenza sessuale

Il 43enne aveva percorso quasi 370 chilometri ma i suoi spostamenti erano stati monitorati dai carabinieri