La ricerca novarese vola a Bruxelles: il professor Pierfrancesco Franco nel gruppo europeo sul tumore colorettale

Un importante riconoscimento internazionale ha premiato il valore della ricerca e della medicina del territorio. Il professor Pierfrancesco Franco, direttore della Radioterapia Oncologica dell’ospedale Maggiore e professore dell’università del Piemonte Orientale, è stato ufficialmente nominato membro del Working Group della European Commission Initiative on Colorectal Cancer.

Gli obiettivi del tavolo europeo: prevenzione e standard unificati

L’ECICC rappresenta un’iniziativa di primissimo piano promossa direttamente dalla Commissione Europea. Il suo scopo fondamentale è quello di potenziare le strategie di prevenzione, i programmi di screening, la diagnosi precoce e la qualità globale dell’assistenza per le patologie tumorali del colon-retto. Per farlo, l’organismo unisce esperti di comprovata fama internazionale provenienti da tutti i Paesi membri, con l’incarico di elaborare raccomandazioni e standard clinici condivisi a livello continentale.

Uno dei progetti chiave affidati al gruppo di lavoro riguarda la creazione del Quality Assurance Scheme, un articolato sistema di garanzia della qualità ideato per certificare i centri specializzati nella cura del tumore colorettale. L’obiettivo è definire criteri omogenei e rigorosi per garantire agli ammalati gli stessi elevati livelli di assistenza in qualunque struttura europea.

Il profilo del docente e il ruolo del Maggiore

La nomina del professor Franco consolida la rilevanza del Maggiore e dell’UPO all’interno della rete oncologica internazionale. Il docente, che nell’ateneo piemontese dirige anche il corso di laurea in Tecniche di Radiologia Medica per Immagini e Radioterapia, vanta già un prestigioso curriculum scientifico. Ricopre infatti ruoli di spicco nell’associazione italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica (AIRO), nell’organizzazione europea per la Ricerca e la Cura del Cancro (EORTC) e nella società europea di Radioterapia e Oncologia (ESTRO).

L’ingresso dell’esperto novarese nel gruppo europeo consentirà di trasferire il bagaglio d’esperienza maturato nella sanità locale direttamente nei processi decisionali comunitarie, contribuendo in modo concreto a tracciare le linee guida della medicina oncologica del futuro.

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