L’ordinanza di sgombero urgente dei locali dell’ex maglificio Mirsa, scattata a seguito di un sopralluogo dei Vigili del fuoco, ha innescato un durissimo botta e risposta politico a Galliate. Al centro dello scontro c’è il destino della struttura di viale Orelli, utilizzata dal 2010 come magazzino dalla Pro Loco e da altre associazioni del territorio, ma oggi interdetta per l’elevato rischio incendi.
L’attacco di Bressi (FdI): «Nessuno strumentalizzi le associazioni»
Ad accendere la miccia è stato Paolo Bressi, capogruppo di Fratelli d’Italia, autore in prima persona dell’esposto ispettivo presentato a fine maggio che ha fatto scattare i controlli. Bressi ha respinto al mittente le accuse di aver agito contro il mondo del volontariato: «Nessuno provi a metterci contro le associazioni. Quando ho segnalato le criticità della struttura, l’ho fatto proprio per difendere e proteggere l’incolumità dei cittadini e dei volontari. I nostri ragazzi meritano di operare in ambienti protetti e a norma».
Il consigliere di minoranza ha puntato il dito contro l’amministrazione: «L’intervento dei Vigili del Fuoco ha confermato rischi reali: infiltrazioni, problemi alla copertura e materiali stoccati in condizioni non conformi sotto il profilo antincendio. Le concessioni del passato non possono diventare una scusa per l’inerzia del presente. È il comune che ha il dovere di trovare subito una sede sicura e idonea per le associazioni».
La replica del sindaco Cantone: «Sgombero in 15 giorni impraticabile»
La risposta del sindaco Alberto Cantone (in foto) non si è fatta attendere. Attraverso un comunicato, il primo cittadino ha voluto ricostruire la cronistoria dei fatti per «evitare la diffusione di false notizie». Cantone ha ricordato che «già nell’autunno 2024 l’amministrazione aveva stanziato fondi per la messa in sicurezza dei cornicioni e che si sta lavorando per il cambio di destinazione d’uso dell’area».
Sui due esposti presentati da Bressi, il sindaco ha precisato: «Il 13 maggio i Vigili del fuoco, intervenuti per il presunto pericolo di crolli sul marciapiede, hanno constatato che la segnalazione era infondata. Il 30 maggio, a seguito di un secondo esposto per un controllo all’interno, i pompieri hanno confermato l’assenza di pericoli di crollo, ma hanno rilevato la presenza di una notevole quantità di materiale combustibile (carta, cartone e legno) in assenza di attrezzature di spegnimento. Da qui è derivata l’interdizione all’accesso per effettuare lo sgombero entro 15 giorni».
Una scadenza che, secondo Cantone, è fisicamente irrealizzabile: «Il raggiungimento dell’obiettivo in 15 giorni è impraticabile. Chiederemo una proroga ai Vigili del Fuoco a fronte di un piano concreto di svuotamento. Il comune si farà carico di smaltire il proprio materiale e quello non attribuibile, e contiamo sulla collaborazione delle associazioni per movimentare il loro».
Infine, il sindaco ha ammesso le difficoltà logistiche del momento: «Attualmente il comune non ha immobili idonei a disposizione per stoccare i materiali sgomberati, ma stiamo lavorando per trovare una soluzione, seppur parziale. Ma gli eventi sono stati più impetuosi e veloci di quanto potessimo immaginare».








