De Grandis polemizza sul minuto di silenzio. A “farne le spese” la memoria di Franca Guglianetti

De Grandis polemizza sul minuto di silenzio. A “farne le spese” la memoria di Franca Guglianetti. Nella seduta di consiglio provinciale di questa mattina, lunedì 26 ottobre, la consigliera della Lega Elena Foti ha proposto un minuto di silenzio per ricordare Franca Guglianetti, scomparsa lo scorso 2 ottobre, «mamma della nostra collega Milù Allegra – ha ricordato Foti – ma soprattutto ex amministratrice di questo ente e importante figura di donna impegnata per tanto tempo nella politica del territorio».

Tutti d’accordo? Sì, però il consigliere di Fratelli D’Italia Ivan De Grandis ha chiesto la parola affinché nello stesso minuto di silenzio venisse ricordato anche Antonio Sardi, presidente dell’associazione Venezia Giulia e Dalmazia di Novara, mancato tre settimane fa. «Tutti i morti meritano rispetto – ha sbottato dai banchi della minoranza l’ex presidente della Provincia Matteo Besozzi – però mi sembra indelicato e irriverente accostare le due cose: De Grandis sfrutta sempre ogni occasione e lo fa nel peggiore dei modi, te lo devo dire in faccia».

 

 

Di fronte al proposito di abbandonare l’aula da parte di Besozzi e dall’altro componente del gruppo “La Provincia in Comune” Marco Uboldi, il presidente Federico Binatti ha cercato di ricomporre l’incidente facendo osservare un momento di raccoglimento per Franca Guglianetti e immediatamente dopo un altro per Sardi e per la presidente della Regione Basilicata Jole Santelli.

Lo “show”, però, non è bastato a De Grandis che in chiusura dei lavori si è reso nuovamente protagonista: «Vorrei esprimere la nostra vicinanza a tante categorie – ha afferato – Nello scorso maggio il Governo ha imposto protocolli di sicurezza per ripartire e molti imprenditori hanno affrontato, rinunciando a guadagni, diverse spese per adeguarsi. Ora lo stesso Governo impone la chiusura di locali, piscine, palestre, cinema». Durante la dichiarazione l’esponente di FdI ha esposto una serie di cartelli che elencavano le varie attività economiche penalizzate dal Dpcm, prima di essere stoppato dallo stesso Binatti e provocando qualche malumore anche da parte di alcuni esponente della stessa maggioranza.

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Luca Mattioli

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