Rossi (Pd): «Chi ha fatto cadere Draghi ha bloccato anche l’iter per il nuovo ospedale»

Lo ha detto ieri sera il consigliere regionale “dem” nel corso del dibattito tenutosi in occasione della Festa dell'Unità alla Bicocca: «Sulla sanità regionale il centrodestra ha totalmente fallito, anche perché come in tutti i settori guarda con maggiore interesse al privato»

La bordata di Domenico Rossi, consigliere regionale del Pd, questa volta è stata decisamente pesante. Moderando il dibattito sul tema “Una sanità per tutti” tenutosi ieri sera, sabato 17 settembre, in occasione della Festa dell’Unità in corso alla Bicocca, Rossi non ha infatti voluto risparmiare nulla all’attuale amministrazione di piazza Castello, definendo la sua gestione sul tema «totalmente fallimentare».


Ai tanti fra il pubblico accorsi nell’occasione per cercare di capire lo stato dell’arte sul nuovo ospedale novarese l’esponente “dem” è stato ancora più chiaro: «Sulla Città della salute non ci sono novità. La caduta del governo Draghi ha avuto fra le sue tante conseguenze anche quella di fermare l’iter. E la Lega ha la sua responsabilità». Da qui una una veloce cronistoria, che Rossi conosce, non solo per il suo ruolo di vicepresidente della Commissione Sanità a Palazzo Lascaris: «Tre anni fa, al momento dell’insediamento della giunta Cirio, tutto era praticamente pronto per il bando, ma i dubbi da parte dell’assessore Icardi, poco convinto dell’operazione pubblico – privata, non hanno fatto altro che farci perdere tempo, ancora aumentato quando si è prospettata la soluzione Inail, per la quale è stata anche approvata un’apposita legge regionale».


Ad aumentare, nel frattempo, sono stati anche i costi, passati da 320 a poco più di 400 milioni di euro, con la conseguenza del fallimento del bando. E come in un enorme “gioco dell’oca” si deve quasi ritornare (o quasi) alla casella iniziale: «Adesso servirà un nuovo accordo di programma, ma nessuno si preoccupa di farlo».


Ma Rossi ha voluto mettere il dito anche nella piaga rappresentata dalle quote capitarie, le risorse che Torino trasferisce sul territorio in relazione al numero degli abitanti: «I soldi che l’Asl di Novara riceve dalla Regione sono sempre meno e la “quota” che spetta al nostro territorio è la più bassa di tutto il Piemonte. Con l’amministrazione Chiamparino questo “gap” era diminuito, ma dopo l’insediamento di Cirio ha ripreso a salire. Insomma, sul fronte della sanità, settore che assorbe e rappresenta l’80% del bilancio della Regione, il centrodestra ha totalmente fallito, anche nella gestione dell’emergenza pandemica. Il guaio è che questo centrodestra guarda sempre con maggior interesse al privato, nella sanità e in tanti altri settori, come in quello dei trasporti».


Con Rossi, a supportare i candidati novaresi alle elezioni di domenica prossima Rossano Pirovano ed Emanuela Allegra, sono intervenuti i colleghi del gruppo regionale guidati dall’ex presidente Sergio Chiamparino; e poi il capogruppo Raffaele Gallo, il vicepresidente dell’assemblea di Palazzo Lascari Daniele Valle e l’ex sindaco di Alba, quindi concittadino di Cirio, Maurizio Marello.


Proprio a Chiamparino sono state affidate conclusioni: «Non sarebbe corretto affermare che noi ci saremmo comportati meglio, ma di certo non avremmo dato la colpa agli altri. Lo scarico di responsabilità credo si un segno di inettitudine. Il voto di domenica? La battaglia appare impari perché ci troviamo di fronte a uno schieramento che, seppure litigioso, si presenta unito, Però nessuna battaglia è persa prima di essere combattuta. Ma noi dobbiamo cominciare a pensare anche al dopo voto».

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Luca Mattioli

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