Scalfarotto e Marattin (Terzo polo): «Non siamo unicamente un’alleanza elettorale»

Il sottosegratario all'Interno e il presidente della Commissione Finanze della Camera sono intervenuti ieri sera, lunedì 12 settembre, all'incontro promosso dalla lista Calenda (Azione e Italia viva): «Il nostro progetto vuole voltare pagina. Lo scenario politico si è polarizzato, ma le due coalizioni principali rimangono divise»

Silvio Berlusconi “punzecchia” Carlo Calenda e la replica giunge in qualche modo proprio da Novara, nelle parole di due autorevoli esponenti del cosiddetto “Terzo polo” come Ivan Scalfarotto e Luigi Marattin, intervenuti ieri sera, lunedì 12 settembre in città per sostenere i candidati locali. Il sottosegretario all’Interno tuttora in carica e stato il primo a controbattere: «Il Terzo polo sarebbero “grillini” e non noi? Berlusconi deve fare poco lo spiritoso perché non stiamo parlando di un ordine di arrivo e in ogni caso otterreno più voti di Forza Italia».


Ha fatto invece leva sui numeri Marattin: «Una democrazia che funziona non deve guardare agli slogan. Il centrodestra, con Berlusconi a Palazzo Chigi, ha governato l’Italia, escludendo i pochi mesi nel 1994, dal 2001 al ’06 e dall’08 all’11; e con maggioranze molto ampie. In entrambi i casi – e sono dati confermati dall’Istat – la pressione fiscale è salita. Con che faccia continua a spacciarsi per colui che le tasse le vuole diminuire, se questo risultato è stato ottenuto con i Governi guidati da Renzi e Gentiloni».


Ma su cosa questa alleanza Calenda – Renzi vuole distinguersi rispetto alle due coalizioni principali? Per Scalfarotto e Marattin «noi non siamo unicamente un cartello elettorale, ma un progetto che vuole arrivare a voltare pagina. Lo scenario politico si è polarizzato a destra quanto a sinistra, ma esiste un grande spazio al centro dove operare».


Sempre Calenda ha “pronosticato” una futura frattura nel centrodestra… «E’ vero – questa l’analisi di Scalfarotto – Basta vedere cosa è successo nel 2018: Berlusconi, Salvini e Meloni prima uniti, poi la Lega andò al Governo con il Movimento 5 Stelle. La realtà è che le coalizioni hanno una funzione unicamente elettorale, poi ogni partito costituisce un gruppo parlamentare».


Marattin ha guardato anche al Pd e ai suoi “alleati”: «Perché la politica deve sempre mettere insieme persone che la pensano diversamente? – si è chiesto – Non è un voto utile, ma piuttosto una presa in giro nei confronti dei cittadini. Previsioni? Dico solo che il clima sta cambiando. L’elettorato italiano che ha sempre votato per il centrodestra si è reso contro che gli slogan non funzionano più e sta cercando nuovi riferimenti. Noi rappresentiamo un interlocutore serio e affidabile».

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Luca Mattioli

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