Quirinale, per Borghi (Pd) «inopportuno che la Casellati co-presieda lo scrutinio»

Prosegue il muro contro muro nella corsa al Colle, ma il parlamentare ossolano auspica che la presidente del Senato si comporti come fece Scalfaro nel 1992

Nella corsa al Quirinale si inasprisce il braccio di ferro fra gli opposti schieramenti. Le lunghe conversazioni notturne non hanno partorito quell’intesa traducibile in un nome condivisibile da tutti. Il centrodestra ha annunciato il sostegno nei confronti dell’attuale presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati. Una candidatura che dalla controparte non è stata accolta in quanto ritenuta “unilaterale”. Secondo quando annunciato, i grandi elettori di Pd, Movimento 5 Stelle, Italia Viva e LeU dovrebbero astenersi, rifiutandosi di ricevere la scheda al momento della “chiama”.


Dal fronte del centrosinistra nelle ultime ore è emerso un ulteriore particolare. Per una serie di ragioni, ha detto ad esempio il deputato ossolano del Pd Enrico Borghi, «non sarebbe opportuno che la presidente del Senato Casellati, proprio per il suo ruolo istituzionale che ricopre, co-presieda al fianco del collega Fico le operazioni di voto e di scrutinio, considerando la sua candidatura. Di fatto si troverebbe nel ruolo di controllare i voti indirizzati a lei stessa».


Borghi ha voluto ricordare quando, nel 1992, fu Oscar Luigi Scalfaro a trovarsi nella stessa situazione: «Come presidente della Camera guidò tutte le operazioni di voto sino alla vigilia dello scrutinio che poi lo avrebbe eletto presidente della Repubblica, quando lasciò il compito al vicepresidente Rodotà. Ci auguriamo il medesimo rispetto nei confronti delle istituzioni anche da parte della Casellati».

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Luca Mattioli

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