Il Pd mette la quarta e ottiene di votare il “caso Ragno” al primo consiglio comunale

L'assemblea dovrà esprimersi sulla presunta incompatbilità del capogruppo di Fratelli d'Italia e presidente di Fondazione Novara Sviluppo

Il Pd mette la quarta e ottiene di votare il “caso Ragno” al primo consiglio comunale. Michele Ragno, 69 anni, medico, presidente di Fondazione Novara Sviluppo, è stato eletto nella lista di Fratelli d’Italia e nominato capogruppo. La presunta incompatibilità tra i due ruoli è stata oggetto di scontro durante la seduta di insediamento di consiglio comunale lo scorso 22 ottobre. In quell’occasione era stato il segretario generale Giacomo Rossi a sollevare la questione e a comunicare che il caso sarebbe stato sottoposto all’esame dell’Anac, mentre il consiglio comunale aveva votato all’unanimità una delibera con la quale si contestava a Ragno l’incompatibilità del doppio ruolo. 

D’altronde la legge Severino su questo argomento specifico parla chiaro: «Gli incarichi di presidente e amministratore delegato di ente di diritto privato in controllo pubblico di livello locale sono incompatibili con l’assunzione, nel corso dell’incarico, della carica di componente della giunta o del consiglio di una provincia o di un comune con popolazione superiore ai 15.000 abitanti o di una forma associativa tra comuni avente la medesima popolazione della medesima regione».

Il tema è stato ripreso durante la riunione dei capigruppo e Nicola Fonzo (Pd) ha ottenuto che la delibera venga messa all’ordine del giorno e votata durante il prossimo consiglio comunale in programma l’11 novembre.

«Il consiglio comunale dovrà stabilire se considera valide le motivazioni del capogruppo di Fratelli d’Italia oppure se conferma la sussistenza dell’incompatibilità e conseguentemente, entro dieci giorni, Ragno dovrà scegliere quale delle due cariche mantenere – spiega Fonzo -. Alla nostra richiesta il presidente del consiglio era in evidente imbarazzo, mentre gli altri capigruppo di maggioranza hanno taciuto. Solo Ragno ha inappropriatamente preso la parola per dubitare che i termini fissati dalla legge, cioè dieci giorni, fossero obbligatori. È stato molto facile per noi replicare che la decadenza da sindaco di Massimo Giordano nel 2010, divenuto incompatibile perché eletto nel frattempo consigliere regionale, seguì esattamente questa tempistica e il medesimo iter».

A seguire, è arrivata la replica della maggioranza consiliare a firma dei capigruppo di Lega, Gaetano Picozzi, Forza Novara, Andrea Crivelli, e Forza Italia, Pietro Gagliardi, in cui, però, compare anche la sottoscrizione del vicesindaco e assessore Marina Chiarelli: «Il grande problema che assilla e non fa dormire la notte il Gruppo consiliare del Pd novarese è in questo momento l’esito di una normale procedura, che sta seguendo il suo normale iter secondo la legge, in merito alla compatibilità del consigliere Dott. Michele Ragno il quale sta esercitando un suo sacrosanto diritto e sta peraltro attendendo pareri sia dal Ministero, sia dall’Anac in ordine a questa sua presunta incompatibilità. Nulla di strano o di straordinario quindi e tutto nei termini previsti dalle normative vigenti. La continua polemica su argomenti assolutamente secondari e peraltro con motivazioni prive di sostanza hanno caratterizzato l’opposizione sia negli scorsi anni, sia durante l’ultima campagna elettorale. Come maggioranza preferiamo concentrarci su temi più importanti, consapevoli del fatto che la vicenda della presunta incompatibilità del consigliere Ragno si risolverà in tempi brevi secondo le procedure previste dalla legge».

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Cecilia Colli

Cecilia Colli

Novarese, giornalista professionista, ha lavorato per settimanali e tv. A La Voce di Novara ha il ruolo di caporedattore.

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