Elezioni, Nastri potrebbe essere l’unico parlamentare (del capoluogo) eletto

A due giorni dalla chiusura delle liste il leader novarese di Fratelli d'Italia anche in conseguenza della riduzione del numero di deputati e senatori appare il solo certo di ritornare a Roma. Per la città di Novara una vera retrocessione dal punto di vista della rappresentanza

A due giorni dalla chiusura delle liste elettorali sta proseguendo – e molto probabilmente continuerà per il resto del weekend – l’attività febbrile di quasi tutti i partiti politici per completare i “puzzle” rappresentati dalle liste elettorali. Lo stop è fissato per lunedì 22 agosto, ma qualcuno conta di chiudere i conti prima, nella giornata festiva di domani se non addirittura oggi.


Abbiamo già avuto modo di parlare del Pd – che ha “blindato” un posto al Senato per un esponente di spicco come l’ossolano Enrico Borghi – e del Movimento 5 Stelle, l’attenzione si sposta nuovamente nel centrodestra, dove la “torta”, originariamente divisa sul famoso foglietto di carta tra Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni, deve ora concretamente tradursi in nomi da accontentare, piazzare e garantire, al netto di non pochi siluramenti eccellenti dovuti principalmente alla riduzione del numero dei parlamentari.


In casa Lega il nome novarese che viene speso ancora nelle ultime ore rimane quello del vicesindaco di Arona Alberto Gusmeroli, mentre l’altro parlamentare uscente, il novarese Marzio Liuni, pur avendo dato la sua disponibilità, non avrebbe (al momento in cui scriviamo) alcuna certezza di partecipare in prima persona alla competizione elettorale.


Se Forza Italia in questa fase rappresenta la componente più debole della coalizione, al punto da non essere riuscita a individuare un’alternativa all’uscente Diego Sozzani, rimane Fratelli d’Italia, che continuerà a vivere di luce propria attraverso Gaetano Nastri. Il leader locale del partito di Giorgia Meloni correrà per la riconferma del suo seggio a Palazzo Madama nel collegio uninominale Piemonte 2 e al momento rimane l’unico novarese della città ad essere certo di una sua rielezione.


Di certo si sa che al suo fianco, seppure in direzione Montecitorio, non ci saranno come ventilato sino a qualche giorno fa neppure nelle vesti di “candidate di bandiera”, Marina Chiarelli e Annaclara Iodice. Alla prima, vice del sindaco Alessandro Canelli, è stato chiesto di rimanere a tempo pieno a Palazzo Cabrino, magari anche per prepararsi a succedere all’esponente del “Carroccio”, visto che alla prossima tornata amministrativa FdI domanderà la poltrona di primo cittadino; per la giovane Iodice, impegnata tanto in Comune quanto in Provincia, è tempo che maturi un po’ più di esperienza.


In sostanza, non considerando l’ossolano Borghi e l’aronese Gusmeroli, con la “dem” Emanuela Allegra e il “grillino” Mario Iacopino entrambi vicecapolista ma con possibilità pari quasi allo zero, persi per strada gli altri (anche il “pentastellato” oleggese Davide Crippa), a rappresentare Novara nel prossimo Parlamento italiano potrebbe ritrovarsi davvero unicamente il solo Gaetano Nastri. Per la seconda città del Piemonte, che solo quattro anni fa eleggeva anche, oltre ai citati Liuni e Sozzani, anche il senatore Carlo Martelli, una vera retrocessione dal punto di vista della rappresentanza.

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Luca Mattioli

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