«Regione dice no agli specializzandi. Così avremo meno medici»

Forti critiche dal Pd sulle scelte della Giunta Cirio in relazione ai fondi destinati per intervenire sull’emergenza Covid. A farsene interprete è il consigliere novarese Domenico Rossi, vicepresidente della Commissione Sanità, che focalizza soprattutto due argomenti: «In un decreto da diverse centinaia di milioni di euro la destra dice no anche a maggiori fondi per le vittime di usura e a quelli necessari a finanziare un numero maggiore di borse di studio per medici specializzandi, Due gravissimi “no” della maggioranza».

Sul primo aspetto Rossi sipega che sono stati «ignorati gli allarmi di tutte le procure d’Italia, dell’osservatorio regionale sull’usura e  delle associazioni di categoria che denunciano un forte rischio di aumento dei casi di usura e sovraindebitamento, soprattutto per l’aggressività delle mafie, che stanno approfittando della crisi e dei problemi di liquidità».

E sul secondo, per Rossi, è stato «ignorato anche il grido di allarme dell’ordine dei medici e delle associazioni degli studenti specializzandi in medicina che chiedevano di portare almeno a 50 le borse di studio finanziate dalla Regione, come previsto dall’emendamento presentato dal gruppo Pd» per il quale «abbiamo sperato fino all’ultimo che Cirio e Icardi cambiassero idea e votassero sì» e invece «purtroppo hanno deciso di perseverare» e «si sono sotratti al confronto in aula».

In particolare, sulle borse di studio per gli specializzandi, Rossi precisa che «a fronte di un fabbisogno regionale di 851 medici all’anno per il prossimo triennio, in Piemonte attualmente abbiamo un finanziamento sufficiente solo per 526 borse: 511 finanziate dal governo e 15 dalla Regione Piemonte. Grazie alle 4200 borse finanziate con il Decreto Rilancio la situazione sarà leggermente migliore per il 2020, ma serve uno sforzo da parte della Regione per quest’anno e per il triennio. Altre Regioni hanno compreso l’importanza strategica di questo investimento e stanno facendo la loro parte».

Invece in Piemonte fino ad ora dalla giunta Cirio «solo parole sul potenziamento della sanità.  Dove sono le borse promesse mesi fa con il finanziamento delle fondazioni?». E la conclusione del vicepresidente Commissione Sanità è amara: «I cittadini pagheranno cara questa scelta perché avremo meno medici negli ospedali, negli ambulatori e sul territorio».

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