Sembra che il Vescovo Gaudenzio sia lontano anni luce da noi e dai nostri problemi, che lo si debba festeggiare per tradizione, perché si è sempre fatto e va bene così.

In realtà il Santo Vescovo Gaudenzio ci è più contemporaneo di quanto possiamo immaginare.

Gaudenzio si lasciava da poco alle spalle un’epoca pagana, politeistica, noi sembra ci stiamo entrando: sempre più gente anche a Novara adora gli idoli del denaro, del piacere, del successo, del potere piccolo e grande, della nazione, del popolo, delle nostre comodità.

Gaudenzio si confrontava tutti i giorni con l’eresia ariana da Ario, che stimava Gesù ma non credeva che fosse veramente Dio.

La società era pervasa da un diffuso senso di insicurezza e di precarietà e di paura.

Un sistema economico, sociale, culturale, morale sembrava declinare irreversibilmente ma un altro non sembrava apparire all’orizzonte.

Questa era la Comunità che guidava Gaudenzio, questa sembra ancora la nostra Comunità Novarese.

Come allora c’è bisogno di Santità che richiede la nostra Volontà libera ma che è un Dono che richiede di essere accolto docilmente.

Oggi come allora, ai tempi del Santo Vescovo Gaudenzio.

Condividi:

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su whatsapp
WhatsApp
Condividi su telegram
Telegram
Condividi su email
Email
Condividi su twitter
Twitter

Condividi l'articolo

Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su email
Condividi su reddit
Condividi su vk

© 2020-2021 La Voce di Novara - Iscrizione al registro della stampa presso il Tribunale di Novara

Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

SEGUICI SUI SOCIAL

Condividi

Condividi su whatsapp
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su telegram
Condividi su email

Sezioni