Comincia come sempre la gazzarra sul “ voto utile o inutile “.

Diciamo che per molti italiani , purtroppo, votare è da un po’ di tempo inutile o comunque superfluo. 

Non essendo più da molto tempo obbligatorio con la menzione “ non ha votato sul certificato di buona condotta”, anche questo sparito, molti ritengono che votare o non votare sia praticamente la stessa cosa, solo che non votando non si perdono nemmeno quei dieci/venti minuti di domenica .

Votare non cambia la vita dicono : troppe volte hanno votato qualcuno che li ha delusi, ha fatto loro promesse che poi non

ha mantenuto, oppure ha fatto il contrario o peggio si è rivelato disonesto. 

Sono esperienze negative vere e innegabili : votare richiede una buona fiducia che le cose comunque, un pochino , possano migliorare e nel contempo bisogna convincersi che il voto da solo non basta, poi bisognerebbe incalzare spesso il politico con critiche, consigli , pressioni e che comunque nessun politico potrà mai essere un mago infallibile capace di fare miracoli in poco tempo e a poco prezzo neanche se te lo vorrebbe far credere.

Molti purtroppo ancora adesso vorrebbero vendersi il voto in cambio di qualche vantaggio per se stessi o i propri familiari o il proprio gruppo di interesse: per queste persone il voto non è mai inutile ma è sempre fin troppo utile. 

Il voto è sempre utile ad affermare il proprio punto di vista anche se fosse minoritario perché comunque in democrazia serve anche e magari soprattutto l’opposizione. 

In un sistema elettorale di tipo maggioritario in cui vince chi ha un voto più degli altri nei singoli collegi e quindi più collegi l’elettore può valutare quanto gli interessi o meno affermare il proprio punto di vista oppure piuttosto che premiare il partito del cuore limitarsi a non far vincere quello che ritiene peggiore , sono due scelte ugualmente difficili, rispettabili tutte e due , che ogni elettore ha diritto di valutare in coscienza .

Certamente il nostro sistema democratico ha una grave lacuna in questa legge elettorale basata in parte su liste bloccate in cui l’elettore deve prendere o lasciare tutto il pacchetto deciso dal partito e dai suoi leaders senza esprimere alcuna preferenza e questa non è una buona cosa e non è utile a nessuno tranne ai leaders che quindi dispongono così di yesmen ai loro piedi. 

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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