Va bene criticare il Pd, autocriticarsi e perfino frustarsi ma ci sono cose che mi sembrano poco convincenti e realistiche.

  1. Chi dice azzeriamo tutto , sciogliamo tutto.  Per carità ho partecipato anche allo scioglimento della Dc ma c’erano stati fatti come Tangentopoli, Mani Pulite, la caduta del Muro di Berlino e la fine del PCI, grande avversario della Dc, la fine di Craxi, l’avvento del sistema maggioritario elettorale . Ora il Pd avrà perso anche due elezioni , ma ha vinto in primavera in un sacco di Comuni importanti, perde consensi e non sta bene ma tutto ciò giustifica lo scioglimento e l’azzeramento? Allora perché non si sciolgono pure Rifondazione che perde voti ogni elezione e da tre elezioni non è più in Parlamento, oppure partiti come Forza Italia che aveva il 30% ed ora ha l’8% oppure la Lega o i 5 Stelle che avevano il 33% e fischia 5 anni fa ed ora sono sul 15%.
  2. C’è chi riduce tutto alla questione dell’alleanza con i 5 Stelle, come se i 5 Stelle che poi sono Giuseppe Conte e tutti quelli che in questi anni non  se sono andati volesse fare un accordo con il Pd e non invece sostituire il Pd. Conte non ha voluto neanche accordarsi con De Magistris , Fratoianni , perché ha detto che non vuole fare il Melenchon italiano, salvo sfruttare certi temi dal pacifismo al reddito di cittadinanza per portarsi a casa un po’ di voti , magari anche sinceramente, ma siamo sempre davanti  ad una forza politica nuova, che non vuole inquadrarsi stabilmente in una delle famiglie politiche europee tipo socialisti , liberali o verdi. Conte non è Tzipras , poi può essere un buon alleato del Pd, forse, in futuro, ma questo non può significare che il Pd prende lezioni o ripetizioni da Conte. 
  3. Tutti quelli che parlano di rinnovamento del Pd iniziando a scagliarsi contro le correnti li capisco fino ad un certo punto . No alle correnti come centri di potere e siamo d’ accordo ma se uno vuole veramente un Pd largo , forte, vincente non può non desiderare che all’ interno ci siano molte correnti ideali , politiche, culturali , laiche , cattoliche, sindacali , imprenditoriali, che poi devono trovare un punto di sintesi e rappresentare così una società sempre più plurale e variegato. Un capo solo o una capa  anche brava che comanda tutto lei o lui , una forte uniformità non vanno bene per il Pd, lo si è già sperimentato e forse non vanno bene per nessun partito .
  4. Va bene dire che al Pd farà bene stare all’opposizione ma insistere troppo sul fatto che sarebbe stato troppo responsabile e non lo deve essere più non mi convince . Alla fine responsabilità non significa essere fessi e il Pd è stato responsabile perché era giusto esserlo o perché , come dicono i suoi avversari , per convenienza ? Non è che il Pd smette di essere responsabile verso il Paese proprio quando finalmente lo stanno diventando un po’ di più anche gli altri? 

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Pier Luigi Tolardo

Pier Luigi Tolardo

54 anni, novarese da sempre, passioni: politica, scrittura. Blogger dal 2001.

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